Integratori e prodotti naturali durante terapia antitumorale: rischio di marcati effetti tossici e collaterali

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Attivo al CRO di Aviano, unico in Italia, il Sevizio di Vigilanza sui Farmaci che controlla e verifica eventuali interazioni dannose tra terapie farmacologiche e altri prodotti assunti dai pazienti oncologici (spesso senza dirlo al medico curante)

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Aviano (PN), 16 marzo 2018 – I cosiddetti prodotti naturali o gli integratori alimentari assunti dal paziente oncologico per limitare le collateralità della non sono quasi mai indicati: il loro utilizzo, oltre ad essere riconosciuto da prove di efficacia scientifica molto scarse, presenta anche rischi oggettivi poiché quest’incauta interazione può talvolta causare l’inefficacia terapeutica o, nella peggiore delle ipotesi, innescare il rischio di marcati effetti tossici e/o collaterali.

A queste considerazioni è giunto il pool della Farmacia del CRO di Aviano coordinato da Paolo Baldo, al termine del progetto di ricerca Target-Vig, “evidenze tali – commenta il farmacista – da persuadere la direzione a istituire, nel Day Hospital, un servizio permanente a disposizione di pazienti e professionisti sanitari, unico in Italia, in cui il farmacista controlla e verifica anche che non vi siano interazioni dannose tra farmaci o altri prodotti assunti autonomamente, spesso senza darne comunicazione al medico”.

I numeri sono eloquenti: su 250 pazienti oncologici oggetto dell’indagine (cui il CRO ha sommato una casistica pregressa di altri 1.000 casi), è emerso che il 35% fa utilizzo di prodotti naturali / integratori alimentari e che il 60% circa non ne dichiara l’utilizzo al medico curante. Tra i fruitori, prevalgono le donne di età compresa tra i 30 e i 50 anni. La ricerca avviene prevalentemente in rete sia da parte degli stessi pazienti sia dei familiari, che cercano e poi consigliano.

“L’assunzione – aggiunge Baldo – trova ragione nella speranza, falsamente garantita da migliaia di campane attive su internet, di alleviare i sintomi della malattia per curare/prevenire la neoplasia stessa o, addirittura, per cercare alternative terapeutiche ai protocolli chemioterapici tradizionali”.

Anche per questa ragione, al CRO, centro in cui sperimentazione e innovazione sono attivamente praticate anche nella sfera clinica, è nato il Sevizio di Vigilanza sui Farmaci (o Pharmacy Clinical Desk), sportello gratuito riservato ai pazienti in trattamento con farmaci antitumorali.

“Offriamo informazioni sull’utilizzo corretto e appropriato dei farmaci – aggiunge ancora Baldo – avvalendoci anche di farmacisti esperti sui ‘prodotti naturali’ e integratori alimentari che ci permette di verificare la presenza di interferenze potenzialmente dannose o di interazioni tra prodotti che possono ridurre o compromettere l’efficacia della terapia antitumorale. Questo è importantissimo per ciascun singolo paziente e per il risultato terapeutico stesso. Inoltre il medesimo tipo di revisione farmaceutica è applicabile non solo per i farmaci oncologici associati ad altri tipi di prodotti, ma anche su gran parte delle patologie comuni nella popolazione generale”.

“Se un domani il know-how e l’esperienza che abbiamo maturato al CRO potesse essere trasferiti e condivisi anche con le Farmacie aperte al pubblico, con la presenza di un farmacista clinico-consulente, oltre rendere un servizio utilissimo alla collettività, ci potremmo allineare a quello che avviene in pratica già in Inghilterra e negli USA, dove esiste il “Farmacista revisore” e addirittura proscrittore”, conclude Baldo.

Il servizio, al quale collaborano anche Sara Francescon e Giulia Fornasier, autrici della ricerca che ha dato il via all’implementazione del desk, avviene in modo complementare e sinergico con altre attività già presenti in Istituto come, ad esempio, le consulenze al paziente svolte presso il Punto informativo oncologico e sul farmaco della Biblioteca Pazienti del CRO in collaborazione con il CIFAV (Centro informazione sul farmaco per l’Area vasta) o le attività del gruppo collaborativo multidisciplinare “Patient Education & Empowerment” del CRO.

Attraverso l’accoglienza e un colloquio con il paziente e/o con suoi familiari, il farmacista dà informazioni su come assumere correttamente i farmaci, gestire al meglio gli effetti indesiderati più comuni e quali prodotti naturali o integratori il paziente può o non può utilizzare durante la terapia antitumorale.

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