Ingestione di sostanze tossiche: 20.000 chiamate ai Pronto Soccorso. Bambini a rischio e adulti che tentano il suicidio

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20 aprile 2015 – Si stima che nel nostro Paese si verifichino oltre 20.000 casi all’anno di esposizione (inalazione o ingestione) a sostanze velenose. L’80% delle chiamate ai centri antiveleni riguarda le ingestioni di prodotti per la pulizia della casa.
Le principali vittime di questi incidenti sono i bambini (l’80%) entro i 5 anni d’età, che ingeriscono accidentalmente sostanze caustiche lasciate incustodite, principalmente in ambiente domestico.

Per quanto concerne invece gli adulti, si stima che circa il 90% di essi assuma sostanze tossiche volontariamente, per scopi suicidi. A fronte di questo 90% esiste un 10% che assume caustici in modo accidentale. Un esempio può essere l’assunzione di queste sostanze erroneamente somministrate nei locali pubblici (bar, ristoranti, ecc.).

Se ne è parlato sabato 18 aprile presso l’IRCCS Policlinico San Donato (Gruppo Ospedaliero San Donato) al congresso, rivolto alla comunità scientifica, dal titolo “Lesioni esofago-gastriche da ingestione di caustici”.
Le lesioni del tratto digestivo superiore (esofago e stomaco) causate dall’ingestione di agenti caustici rappresentano ancora una grave emergenza medica e chirurgica in tutto il mondo.

Non sono attualmente disponibili linee guida chiare e universali per la gestione terapeutica di questi pazienti. Lo scopo di questo congresso era proprio quello di riunire esperti internazionali per fare il punto sulla prevenzione, la diagnosi e il trattamento di queste gravi e invalidanti lesioni.
Tre sono gli step nel trattamento delle lesioni da caustici:

  • l’intervento tempestivo, pre-ospedaliero, da mettere subito in atto nel luogo dove si è verificato l’incidente;
  • il trattamento ospedaliero in Pronto Soccorso;
  • l’eventuale trattamento chirurgico correttivo o ricostruttivo.

Il prof. Luigi Bonavina, chirurgo e Responsabile del Centro per le malattie dell’esofago dell’IRCCS Policlinico San Donato, che redigerà le linee guida, avverte: “La prevenzione è fondamentale per scongiurare questo tipo di incidenti: alcuni piccoli accorgimenti posso realmente salvare la vita di molti, soprattutto dei bambini. È essenziale quindi puntare sulla sicurezza, conservando gli imballaggi originali delle varie sostanze, non effettuando travasi in confezioni anonime prive di etichette. È fondamentale anche custodire le sostanze pericolose lontano dalla portata dei bambini, prevedendo spazi che si possano chiudere a chiave”.

fonte: ufficio stampa

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