Flavia Bustreo è la candidata italiana alla Direzione Generale dell’OMS

Guidare la riforma dell’OMS per rispondere più efficacemente alle emergenze sanitarie ed umanitarie, dare priorità alla salute di donne e bambini ovunque nel mondo, contrastare gli effetti sulla salute dei cambiamenti climatici, garantire il diritto universale alla salute. Sono i punti al centro del discorso programmatico della candidata per l’Italia Flavia Bustreo durante la presentazione dei candidati alla Direzione Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in corso in queste ore a Ginevra: “Non abbandonare i paesi in guerra, estendere i benefici dei vaccini ai paesi poveri, assicurare un’efficace risposta globale di fronte alle emergenze”

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Dott.ssa Flavia Bustreo

Ginevra, 3 novembre 2016 – “Sarà una nostra responsabilità rafforzare il ruolo di leadership dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, migliorare la sua capacità di risposta alle emergenze umanitarie e alle nuove minacce mondiali come l’antibiotico-resistenza e il virus Zika, garantire il diritto universale alla salute, con priorità alle donne e ai bambini, compresi i migranti e le persone che vivono in situazioni di conflitto come ad Aleppo in Siria. È necessario attivare meccanismi internazionali che facilitino il rispetto a questo diritto, esportando modelli virtuosi come quello italiano, secondo cui il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, deve essere riconosciuto a tutti”.

È quanto ha dichiarato Flavia Bustreo, candidata per l’Italia alla Direzione Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal 2010 Vice Direttore Generale OMS per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini, nel corso del suo discorso programmatico tenuto in occasione del forum di presentazione dei candidati alla Direzione Generale dell’Oms in corso in queste ore a Ginevra.

Tra i temi toccati dal Vice Direttore dell’Oms l’estensione dei programmi di vaccinazione ai sistemi sanitari più deboli e il contrasto ai pregiudizi diffusi nei paesi più ricchi.

“Lavoreremo sodo per portare i benefici dei vaccini in tutto il mondo – ha affermato Bustreo – anche nei paesi poveri dove mancano anche le immunizzazioni più basilari. Raggiungere le campagne più povere o le classi sociali più disagiate resta una sfida ambiziosa che può essere vinta soltanto adottando un sistema di rete globale. La polemica sulle vaccinazioni che negli ultimi dieci anni ha dilagato in molti paesi occidentali è un fenomeno legato alla disinformazione, a dati scientifici che non hanno fondamento e alla strumentalizzazione di molti politici. Il rischio legato all’assenza di vaccinazioni è molto più alto rispetto ai potenziali minimi rischi che ne sono associati”.

Nella visione di Flavia Bustreo l’Oms deve assumere, in collaborazione con i paesi membri, un ruolo guida nella protezione, nell’assistenza e nelle cure delle popolazioni in difficoltà, nonché garantire un’efficace attività di prevenzione e migliorare la sua capacità di risposta negli scenari di emergenza.

“L’imperativo – continua la dottoressa – è non abbandonare i paesi in guerra, le popolazioni che vivono in contesti di crisi, i rifugiati e i migranti. Recenti casi di emergenza come l’epidemia di Ebola hanno evidenziato la debolezza dei sistemi sanitari colpiti, ma anche la lentezza della risposta globale. La nostra organizzazione deve saper gestire epidemie, conflitti, terremoti ed emergenze sanitarie creando una rete di sorveglianza capillare che dia subito gli allarmi e coordini le risposte. Per farlo è necessario attivare azioni di prevenzione come i vaccini e altri trattamenti, creare scenari di lavoro con altre agenzie Onu e operare a sistema con loro, chiedere risorse aggiuntive perché l’emergenza è un fatto straordinario che richiede sforzi straordinari”.

Il rapporto tra salute e ambiente è un altro punto al centro del programma di Flavia Bustreo. Entro il 2030 il cambiamento climatico provocherà ogni anno 250 mila morti in più a causa di malaria e diarrea, stress da caldo e malnutrizione, soprattutto tra i bambini, le donne e tra la popolazione povera più vulnerabile.

“Il peso delle malattie e delle morti causate dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento dell’aria – conclude Flavia Bustreo – non solo è tragico, ma anche evitabile. Lavoreremo con i governi e le comunità internazionali per contribuire al tentativo di mitigare gli effetti del cambiamento climatico, da una parte frenando le emissioni di gas serra per mantenere il livello di riscaldamento globale entro i 2°C, dall’altra permettendo ai paesi di implementare piani di adattamento per la protezione della salute dall’impatto del cambiamento climatico, come le ondate di calore, inondazioni e siccità e il progressivo peggioramento della sicurezza dell’acqua e del cibo”.

fonte: ufficio stampa

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