Ddl concorrenza, Ruggiero LPI: “La Camera premia i capitali anziché i professionisti”

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Napoli, 30 giugno 2017 – In merito al Ddl concorrenza e all’approvazione dello stesso alla Camera, le Libere Parafarmacie Italiane (LPI), rilasciano un loro comunicato a firma del loro Presidente dott. Ivan Giuseppe Ruggiero.
Alle ore 11:07 del 29/06/2017, con 218 voti favorevoli 124 contrari su 342 votanti è stato approvato il DDL concorrenza alla Camera.

Il Ddl Concorrenza approva il tetto per l’ingresso delle società di capitali indicato in non più del 20% delle farmacie esistenti nel territorio di una regione. In proposito è bene rilevare, come ha già fatto il Servizio Studi del Senato, che la norma pone il divieto di controllo, diretto o indiretto, da parte di un medesimo soggetto, di una quota superiore al 20 per cento delle farmacie della medesima regione o provincia autonoma. Ciò vuol dire, che il tetto del 20% non si riferisce quindi ad una soglia limite regionale, ma esclusivamente al tetto massimo che ogni singola società di capitali può acquisire in una determinata Regione.

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Dott. Ivan Giuseppe Ruggiero

In sostanza, dichiara il Presidente Ruggiero – e con lui sono d’accordo l’Ordine dei Farmacisti e la FOFI – non c’è alcun limite alla potenziale trasformazione di tutte le farmacie italiane in società di capitali, aprendo quindi la strada a un vero e proprio oligopolio che nuocerà al servizio di assistenza farmaceutica e pregiudicherà autonomia e indipendenza della professione.

Il Governo ha scelto di dare la possibilità a un ‘pinco pallo’ qualunque, senza abilitazione alla professione, senza laurea, di entrare in un settore protetto come le farmacie e non ha concesso ai laureati farmacisti titolari di parafarmacia la possibilità di vendere i farmaci di Fascia C. Gli emendamenti presentati sulla Fascia C erano stati dichiarati inammissibili quando presentati la settimana scorsa.

Siamo in perfetta sintonia con l’On. Bersani, il suo discorso ci ha toccati profondamente. Quando dice: “adesso stiamo dicendo a queste parafarmacie: dovete morire perché avete la colpa di essere nate. Bisognerebbe vergognarsi di una cosa così. Gli si offrono alternative? Si dice: no, no, ma se avete fortuna, qualcuno di voi, e se avete anche molti soldi, potrà entrare nella corporazione. Intanto, noi apriamo al mercato e al capitale”.

Siamo in perfetta sintonia con le parole di Bersani, bisogna arrivare a una libertà Professionale e di esercizio garantito solo dal titolo di studio. Il Farmacista deve svolgere la sua professione ovunque la eserciti, come il medico, l’avvocato, il commercialista, l’odontoiatra, ecc.

Su queste premesse e dal Decreto Bersani sono nate circa 5.000 Parafarmacie sul territorio Nazionale, tantissimi posti di lavoro, alimentando concorrenza e abbassando di conseguenza i prezzi dei farmaci. Il percorso delle liberalizzazioni doveva continuare con la fuoriuscita dei farmaci di Fascia C e si è parlati del progetto di farmacia non convenzionata, cioè vendita di tutti i farmaci, anche quelli in mutua, però senza il convenzionamento con il SSN.

Un percorso che poteva solo portare benefici all’Italia, in termini economici, di occupazione, di risparmi ai cittadini, che è stato bloccato solo per proteggere il settore delle Farmacie, mentre poi lo stesso settore super-protetto è stato scardinato, permettendo alle multinazionali di fare da ‘padrone’. Si è preferita la logica ‘commerciale’ a quella ‘professionale’.

Il Governo ha tutelato i ‘potentati’ e ha chiuso la porta in faccia ai farmacisti titolari di parafarmacia, ai cittadini, alle associazioni dei consumatori, all’Antitrust, in pratica per gli interessi di pochi il Governo ha chiuso la porta in faccia all’Italia e agli Italiani. Se non è ‘scandaloso’ questo modo di fare del nostro Governo, ditemi voi se non ha ragione l’On. Bersani a dire che bisogna solo ‘vergognarsi’.

Questo meccanismo alla ‘cinese’ ci danneggerà tutti. I farmacisti puri, quelli che non si reputano commercianti, non gradiscono l’ingresso del capitale in farmacia, bensì preferiscono una sana concorrenza con il collega titolare di parafarmacia, in un sistema retto da un soggetto unico, appunto il farmacista, unico garante della salute pubblica.

Le logiche commerciali lasciamole agli imprenditori, concediamo la possibilità ai farmacisti titolari di parafarmacia di poter svolgere liberamente la loro professione. Perdere in farmacia la vendita dei farmaci di Fascia C significa perdere un valore di 40-50€ di cassetto che non porterebbe i danni di un sistema ‘oligopolistico’.

Proteggiamo la nostra professione da logiche di mercato, che sia autonoma e indipendente, proteggiamo i nostri clienti e la loro salute da distorsioni delle vendite, creiamo nuovi posti di lavoro, creiamo leale concorrenza tra colleghi farmacisti, generiamo il volano dell’economia del nostro Paese, pensiamo all’Italia e agli Italiani, ma soprattutto proteggiamo il mestiere del Farmacista che è il mestiere più bello del mondo.

Dott. Ivan Giuseppe Ruggiero
Presidente Libere Parafarmacie Italiane

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