Biologico, filiera corta, chilometro 0, tracciabilità: il Meyer ha scelto l’alta qualità della ristorazione e la sostenibilità ambientale

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meyer-ristorazione-2Firenze, 3 giugno 2015 – Biologico, filiera corta, chilometro 0, materie prime scelte in base alla maturazione e alla provenienza certificata: in una parola sola qualità, al servizio dei bambini, delle famiglie e anche degli operatori del Meyer. Il 1° giugno l’ospedale pediatrico fiorentino ha cambiato la gestione della ristorazione. E lo ha fatto con la massima attenzione alle proprietà del cibo e alla loro somministrazione che in una struttura speciale quale è il Meyer costituiscono parte della cura. Massima qualità, nel segno dell’etica e della sostenibilità ambientale: sono i cardini che hanno guidato l’appalto vinto dalla “Hoster Food”, società fiorentina che dal 1983 opera nella ristorazione collettiva toscana ed è attiva attualmente nelle province di Firenze, Prato, Arezzo, Pistoia e Siena.

meyer-ristorazione-3Etica a tavola
La nuova gara è stata predisposta secondo i criteri etici e sostenibili suggeriti dalla Comunità Europea, accolti e fatti propri dal nostro Ministero dell’Ambiente, che raccomandano di considerare tutto il processo, quindi anche il buon uso dell’energia elettrica, lo smaltimento dei rifiuti o la redistribuzione dei cibi non utilizzati. Tra le clausole di sostenibilità ambientale c’è, ad esempio, il divieto di usare la plastica e l’obbligo di impiegare materiale monouso come posate, salviette ecc. in materiale mater-bi compostabili e biodegradabile al 100% e carta riciclata.

Grande attenzione all’incentivo per il maggior consumo di prodotti biologici o a filiera corta. Obblighi a cui la ditta si impegna garantendo in primis la qualità dei prodotti. Infatti da anni l’azienda privilegia l’approvvigionamento dei prodotti nel massimo rispetto della filiera corta e del Km 0. Sotto questo profilo la ditta è avvantaggiata dall’essere proprietaria di un agrumeto in Sicilia da cui fa arrivare direttamente arance Navel DOP, limoni e olive per olio, e di un terreno agricolo a Serpiolle, proprio vicino al Meyer, da cui arrivano mele, pere, ortaggi e erbe officinali.

meyer-ristorazione-1La stessa attenzione è posta nella scelta dei prodotti di base che compongono il pasto come i pomodori pelati, prodotti a marchio Hoster Food che li sceglie direttamente sul campo ed effettua un accurato controllo dell’acidità e delle sue qualità organolettiche. Se queste proprietà consentono l’immediata tracciabilità di alcuni prodotti, dall’altro ne certificano la vicinanza geografica, così come da filiera corta sono anche i prodotti acquistati direttamente dai produttori locali, in buona parte biologici, come l’olio, la carne, il pollo e il coniglio. Un’attenzione particolare viene riservata anche al mondo fuori dal noi: tè, camomilla, caramelle e orzo solubile provengono dal commercio equo e solidale. Per quanto riguarda infine il cibo non somministrato, è garantita la lotta allo spreco attraverso la collaborazione con il “Programma Siti Cibo” della Fondazione Banco Alimentare.

meyer-ristorazione-4Un nuovo modo di fare ristorazione in ospedale
La nuova gestione della ristorazione porta con sé altre novità in termini di potenziamento del servizio. Il cambiamento maggiore riguarda i reparti di degenza: il personale della nuova ditta, supportato da un operatore del Meyer, assicurano la distribuzione dei pasti fino al letto del bambino.

“Un altro cambiamento – spiega Fina Belli, responsabile Dietetica pediatrica del Meyer – che speriamo sia apprezzato dai genitori dei nostri bambini, è l’apertura della mensa tutti i giorni, sabato e festivi compresi, sia a pranzo sia a cena”. Alta qualità anche nella somministrazione dei pasti, dove è totalmente bandita la plastica e i bambini mangiano, come a casa, su piatti di porcellana. Perché come e cosa si mangia è parte integrante della terapia e di stili di vita che danno salute.

Meyer

fonte: ufficio stampa (foto di G. Righi)

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