‘Better than live’, ipertecnologia chirurgica in 3D all’Istituto di Candiolo

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Torino, 6 febbraio 2018 – Dal 12 al 14 febbraio 2018 si terrà a Candiolo, presso l’IRCCS Fondazione Piemontese per l’Oncologia, il I Videocorso di Chirurgia di Testa e Collo totalmente in 3D denominato “Better than live”, con il patrocinio della Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale (SIOeChCF), dell’Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica (AIOCC), dell’Associazione Universitaria Otorinolaringologi (AUORL) e dell’Associazione Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani (AOOI).

Davanti a una platea di Chirurghi di testa e collo provenienti da tutto il mondo, verranno eseguite per la prima volta tutte le tipologie di chirurgia in 3D; tali riprese saranno utilizzate sia per riprodurre in 3D su grande schermo le operazioni, sia direttamente dal chirurgo per vedere e operare in spazi molto ristretti, riducendo pertanto l’invasività degli interventi.

Tale convegno sarà la prima dimostrazione pubblica di una stimolante sfida ‘chirurgica’ che l’Istituto ha recentemente deciso di intraprendere:

  • utilizzare il massimo della tecnologia visiva, ivi compresa la realtà virtuale, per ridurre invasività e peso degli interventi chirurgici, mantenendone la stessa efficacia curativa;
  • stimolare gli operatori a un passaggio progressivo verso forme di chirurgia avanzata, miniaturizzata, robotizzata, mantenendo ed esaltando il concetto della terapia personalizzata;
  • lavorare, trattandosi di un Istituto del Cancro, mettendo pariteticamente al centro dell’attenzione la malattia e la persona affetta dalla stessa.

La strategia che l’Istituto ha voluto adottare è la seguente: tutta la tecnologia ottica è stata elevata al top di gamma oggi disponibile sul mercato, ovvero uno standard 3D a 4K, perché in chirurgia vedere bene e vedere meglio risulta la base di un intervento chirurgico che vuole tendere alla perfezione, riducendo il peso per il paziente.

A questo è stata affiancata la realtà virtuale. Oggi infatti si possono programmare gli interventi chirurgici mediante rendering simili a quelli che vengono utilizzati in architettura e nella progettazione ingegneristica.

Si tratta di simulare al computer, insieme a ingegneri biomedici (nel nostro caso collaborando in web meeting con un Centro a Bruxelles), complessi interventi chirurgici che prevedano l’identificazione e la preparazione di “autentici pezzi di ricambio” ottenuti dallo stesso paziente. Questo perché in chirurgia oncologica non è possibile ottenerli da un donatore, come nei trapianti, per via delle problematiche derivanti dalle terapie immunosoppressive anti-rigetto.

Tale simulazione virtuale diventa, a tutti gli effetti, il momento strategico dell’operazione, perché da essa deriva la personalizzazione del materiale necessario per l’intervento, nonché la scaletta dei tempi dell’intervento stesso che risulterà così più rapido, snello ed enormemente preciso, con una tolleranza inferiore al mm.

Chi poi assisterà all’intervento per imparare avrà la possibilità di paragonare contestualmente il progetto virtuale, indossando una maschera della realtà virtuale presente in sala convegni, e l’effettiva realizzazione chirurgica riprodotta con tecnologia 3D a 4K.

Per iniziare si è scelto il settore della chirurgia oncologica del distretto testa e collo, settore in cui l’Istituto vanta un’ottima équipe universitaria diretta dal prof. Giovanni Succo, per via dell’enorme ricaduta che una chirurgia mini-invasiva, al contempo ipertecnologica e attenta alle ricadute sulla persona, può avere in generale sulla qualità di vita dei pazienti affetti da tumore. Tale approccio è peraltro già in corso di implementazione presso le altre Divisioni chirurgiche dell’Istituto.

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