Alzheimer, la solitudine dei familiari. Convegno all’Aou di Orbassano

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Orbassano, 17 settembre 2018 – Giovedì 20 settembre p.v. dalle ore 14,30, presso la Sala Congressi Aziendale, il Centro U.V.A. (Unità Valutativa Alzheimer) dell’AOU San Luigi di Orbassano, diretto dal dott. Fausto Fantò, incontra i familiari dei pazienti affetti da demenza.

In questa VIII edizione si metterà al centro dell’incontro il tema della Solitudine, un sentimento che pervade chi deve assistere un familiare affetto da una malattia complessa e di difficile gestione.

È il sentimento di solitudine, di abbandono, di “sentirsi soli ed abbandonati” il vissuto che molti caregiver avvertono e riferiscono ed è questo sentimento, forse più del carico fisico, a determinare il senso di impotenza fino ad arrivare a casi di gesti estremi, come ci ricorda la cronaca, purtroppo sempre più spesso.

Verranno coinvolti, per affrontare questo tema, volontari che prestano la loro opera a domicilio dei pazienti sostenendoli e confortandoli, associazioni che lavorano quotidianamente per accrescere le competenze e le conoscenze di chi si prende cura dell’altro, e chi tutti i giorni presta assistenza spirituale a pazienti ed ai loro familiari in momenti difficili.

Sarà infine evidenziato come di particolare importanza è il ruolo che possono svolgere i media al sostegno di una malattia che ha un forte impatto sociale e che può mettere in crisi il nostro welfare.

Le demenze e in particolare la demenza di Alzheimer, aumentano con l’aumentare dell’età, interessando circa il 30-40 % dei soggetti con età superiore agli 80 anni.
La demenza è una malattia cronico-degenerativa con un forte impatto sia sulla vita del paziente sia sulla qualità di vita della sua famiglia. L’80% dei pazienti con demenza vive al proprio domicilio assistiti dai familiari, ai quali viene richiesto un continuo impegno fisico ed emotivo e lo svolgimento di mansioni a volte difficili e complesse che determinano un cambiamento importante nelle abitudini di vita.

Il familiare – caregiver – assume un ruolo fondamentale nel processo di pianificazione dell’assistenza attraverso la proposta di interventi che negli anni possono diventare sempre più complessi ed articolati, causando un forte stress familiare fino all’insorgenza di vere e proprie malattie, quali depressione, ansia, ecc, legati ad un carico assistenziale non sempre sostenibile. Questo impegno gravoso, se non adeguatamente gestito ed elaborato, porta chi assiste a logorarsi lentamente, a trascurare se stesso e il mondo che lo circonda, rendendolo più predisposto allo sviluppo di nuove patologie ed all’uso/abuso di farmaci.

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