Allergia al veleno di imenotteri. I consigli degli esperti

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L’estate è ormai un ricordo e, con l’arrivo dell’autunno, diminuiscono le occasioni di essere punti dagli imenotteri. Se nei mesi precedenti si è stati punti da un’ape, una vespa o un calabrone e si è avuta una reazione allergica estesa, questo è il momento giusto per una visita dall’allergologo, che sulla base della valutazione del singolo caso, effettuerà tutte le verifiche necessarie per definire se è opportuno intraprendere un percorso di immunoterapia specifica

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Milano, 26 ottobre 2017 – Con l’arrivo dell’autunno e con l’abbassamento delle temperature, le occasioni di incontrare api, vespe o calabroni diminuiscono, e con esse la possibilità di essere punti.

È dunque questo il momento giusto per andare dall’allergologo: se nei mesi primaverili o estivi si è stati punti da un imenottero e si è avuta una reazione allergica, è importante recarsi presso uno dei centri specializzati per capire con lo specialista come comportarsi.

Quando è consigliabile recarsi dall’allergologo
“Se almeno una volta, durante la bella stagione, dopo essere stati punti da un’ape, vespa o calabrone, si è avuta una reazione locale estesa, ovvero una reazione di oltre 10 cm di diametro intorno alla sede della puntura, allora è consigliabile recarsi presso uno dei Centri specializzati nell’allergia al veleno di imenotteri – ci informa il dott. Valerio Pravettoni, della UOC Medicina Generale Allergologia e Immunologia Clinica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – Se invece, in seguito ad una puntura di imenottero, si è avuta una reazione generalizzata, caratterizzata da orticaria e accompagnata da altri sintomi quali gonfiore ad occhi e labbra, abbassamento di pressione, vertigini, disturbi respiratori, è consigliabile fare una visita in un centro allergologico specializzato per valutare la reattività allergica del paziente ed eventualmente attuare una immunoterapia specifica per il veleno di imenotteri”.

Quali esami fare per valutare la reattività allergica
Il livello di reattività allergica è determinante per scegliere di procedere con l’immunoterapia specifica, un percorso terapeutico che consente di tollerare eventuali punture future, senza sviluppare nuovamente una reazione allergica generalizzata.

Per definire il livello di reattività allergica è fondamentale innanzitutto capire bene cosa è accaduto quando si è avuta la reazione allergica generalizzata: questa fase, anche detta di anamnesi, si focalizza sulla ricostruzione dell’accaduto, sui sintomi a seguito della puntura, sul tipo di insetto da cui si è stati punti, sulla sede della puntura, sulla storia del paziente e del suo stato “allergico” in generale, su eventuali precedenti reazioni allergiche dopo puntura di imenotteri.

In questa fase è anche importante analizzare l’eventuale presenza di fattori di rischio allergologico per la gravità di una futura reazione, come la presenza di altre patologie, tra cui ipertensione, cardiopatie, diabete e se si assumono terapie specifiche per il trattamento di queste problematiche.

Si passa poi ad effettuare dei test cutanei con i diversi tipi di veleno – ciascun imenottero infatti ha una differente tipologia di veleno in base alla specie di appartenenza (ape, vespa o calabrone).

Infine si effettua un prelievo di sangue per determinare la presenza e i livelli di IgE specifiche, i cosiddetti anticorpi dell’allergia che innescano la reazione allergica, per i veleni interi e per le singole molecole dei veleni degli imenotteri.

“A questo proposito – precisa il dott. Valerio Pravettoni – è bene sottolineare che deve essere il medico specialista a valutare quali esami effettuare e soprattutto quando: devono sussistere determinate condizioni affinché gli esami risultino validi. Non è pertanto opportuno effettuare gli esami prima della visita con lo specialista”.
Una volta ottenuti i risultati di questi esami si valuterà se procedere con l’Immunoterapia specifica

Cos’è e come funziona l’immunoterapia specifica
L’immunoterapia specifica è costituita da un trattamento periodico con il veleno dell’imenottero responsabile della reazione, che permette di correggere il difetto del sistema immunitario che ha portato alla produzione degli anticorpi IgE e quindi alla reazione allergica. Questa terapia è specifica per ogni tipo di veleno (ape, vespa e calabrone).

Vi è una prima fase detta “di induzione” (con una frequenza settimanale) il cui obiettivo è quello di raggiungere la dose di veleno considerata “protettiva”. Segue una seconda fase “di mantenimento” che prevede la somministrazione della dose ottimale con una frequenza media ogni 5 settimane, per un periodo di tre – cinque anni.

L’immunoterapia specifica e i bambini
Il percorso appena descritto per la popolazione adulta, vale anche in caso di reazioni allergiche da veleno di imenotteri nei bambini. Anche in questo caso, se il bambino è stato punto da un’ape, una vespa o un calabrone, e ha riscontrato una reazione estesa intorno alla sede della puntura è consigliabile recarsi presso un centro specializzato, per valutare se è il caso di procedere con l’immunoterapia specifica.

“Quando un bambino che ha avuto una reazione allergica a seguito di una puntura di imenottero si reca presso il nostro centro, effettuiamo una diagnosi e definiamo se sussistono le condizioni per iniziare un percorso di immunoterapia specifica – dichiara il prof. Elio Novembre, Professore Associato di Pediatria presso il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Firenze e Responsabile della Struttura Complessa di Allergologia dell’AOU Meyer di Firenze – Nel bambino, come nell’adulto, l’immunoterapia specifica ha un tasso di efficacia del 90%. Benché nei bambini l’incidenza di reazioni gravi sia minore rispetto alla popolazione adulta, il dato complessivo sull’incidenza dell’allergia al veleno di imenotteri è sottostimato e ancora poco diffusa nella popolazione la conoscenza dell’immunoterapia specifica quale soluzione efficace e in molti casi definitiva all’allergia al veleno di imenotteri”.

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