Tumore alla vescica, un killer insidioso. Immunoterapia, l’ultima frontiera terapeutica

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Bari, 25 luglio 2017 – Combattere il cancro interagendo con il sistema immunitario. È questo il concetto alla base della immunoterapia oncologica da qualche settimana impiegata nell’IRCCS “Giovanni Paolo II” anche per il trattamento del tumore alla vescica.

Il nuovo alleato dei pazienti pronto a scagliare le proprie armi contro il nemico, il carcinoma uroteliale delle vie urinarie, è un farmaco innovativo e, in quanto immunoterapico, agisce attivando e ritemprando il sistema immunitario, in grado quindi a colpire le cellule malate dall’interno.

Dopo la recente approvazione da parte della Food and Drug Administration e in attesa dell’utilizzo commerciale del farmaco, l’Istituto Tumori di Bari ha aderito a uno studio internazionale che ne permetterà l’erogazione ai pazienti con carcinoma della vescica in progressione dopo un trattamento chemioterapico.

“Molti pazienti affetti da carcinoma uroteliale in uno stadio avanzato e metastatizzato, refrattario al trattamento chemioterapico, ora avranno una nuova opzione terapeutica- spiega il dott. Emanuele Naglieri, medico dell’unità operativa di Oncologia Medica del “Giovanni Paolo II”- I risultati incoraggianti ci hanno spinto a rendere possibile la somministrazione anche presso il nostro Istituto, così da garantire un’offerta terapeutica in linea con le eccellenze del territorio, evitando i cosiddetti viaggi della speranza”.

Il nuovo approccio terapeutico che sta provando a vestire i panni di Davide, ha tutte le carte in regola per abbattere Golia, il carcinoma uroteliale, un killer insidioso più frequente negli uomini che rappresenta il 90% di tutti i tumori della vescica, nonché la nona forma di cancro al mondo per diffusione, responsabile della morte di circa 145.000 persone ogni anno.

L’immunoterapia è un metodo basato sull’impiego di sostanze che agiscono sul sistema immunitario, una complessa rete integrata di mediatori chimici e cellulari, di strutture e processi biologici, per difendere l’organismo da qualsiasi forma di insidia chimica, traumatica o infettiva, limitando gli effetti collaterali.

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