Telecardiologia, Udine capofila dell’innovazione

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Servizio Sanitario Nazionale
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine

Domani a Udine un incontro di confronto tra medici, pazienti ed istituzioni per festeggiare la pubblicazione del primo studio internazionale sulla telecardiologia nei pazienti con Pacemaker, promosso e guidato dalla Cardiologia di Udine

medico-cartellina-2Udine, 15 dicembre 2016 – Si sono dati appuntamento per venerdì 16 dicembre, con inizio alle ore 17.00, presso la Sala polifunzionale situata sotto la Chiesa dell’Ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Udine i protagonisti di una delle sfide più importanti della sanità del prossimo futuro: la cura sul territorio dei malati cardiovascolari attraverso la telemedicina.

Il percorso è iniziato 8 anni fa quando la Cardiologia di Udine, sotto la guida del dott. Alessandro Proclemer, è stata tra i primi centri in Italia ad attivare un sistema di controllo domiciliare su larga scala per favorire la cura del paziente portatore di pacemaker o defibrillatore.

Durante questo evento i rappresentanti della Cardiologia, insieme alla dirigenza dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine, incontreranno i pazienti per condividere un percorso di successo e di innovazione che proprio recentemente ha visto ratificata la sua importanza dalla prima pubblicazione sul prestigioso International Journal of Cardiology di un grande studio multicentrico su pazienti con pacemaker che ha avuto per capofila proprio la Cardiologia di Udine, da anni uno dei centri italiani più avanzati nell’utilizzo della telemedicina per i pazienti cardiopatici.

A spiegare l’importanza di questo risultato è il dott. Domenico Facchin, primo autore del lavoro: “La Telemedicina è la possibilità, con tecnologie avanzate, di monitorare lo stato di salute del paziente senza necessità che il paziente sia fisicamente in ospedale, ma seguendolo da casa con controlli periodici, non solo del tutto assimilabili a quelli effettuati in ospedale, ma anche migliori perchè possono essere più frequenti ed in taluni casi possono far accorgere il medico più precocemente di eventi che meritano un intervento terapeutico, quale ad esempio l’insorgere di fibrillazione atriale, con il rischio di ictus e scompenso che essa comporta. Con questo studio, su più di 1.200 pazienti, il primo al mondo ad affrontare l’argomento, abbiamo dimostrato che i pazienti con Pacemaker ricevono un enorme beneficio dalla Telemedicina, perchè consente loro di evitare visite non necessarie nel 97% dei casi, ed allo stesso tempo consente agli specialisti di concentrare l’attenzione e le risorse sui pazienti più problematici e sui problemi rilevati dalla telemedicina stessa per intervenire più tempestivamente. Questo risultato era intuibile,” conclude il dott. Facchin, “ma lavorando con centri che come noi avevano sposato questa innovazione, l’abbiamo portato per la prima volta all’attenzione della comunità scientifica internazionale”.

A fronte di un aumento dell’età media dei pazienti, l’assistenza continuativa ai pazienti anziani cronici rappresenta una delle principali sfide che il sistema sanitario dovrà affrontare nei prossimi anni e la telemedicina sta emergendo come una delle tecnologie più interessanti per favorire la qualità di vita dei pazienti elevando la qualità di cura. Si va dal misuratore di pressione connesso con lo smartphone fino al monitor cardiaco collegato via web all’ospedale.

In particolare i pazienti portatori di dispositivi impiantabili quali i Pacemaker, stimolatori in grado di regolarizzare il ritmo cardiaco in pazienti con aritmie, possono usufruire di dati e diagnostiche che il dispositivo registra nel corso della giornata e che il sistema di telemedicina rende disponibili al centro specialistico per una cura più personalizzata.

“Crediamo fortemente che una cura di alta specialità come quella cardiologica – spiega il dott. Alessandro Proclemer, direttore della SOC di Cardiologia dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine e organizzatore dell’evento – non debba essere limitata dalle mura dell’ospedale ma debba avvicinarsi più possibile ai pazienti. E quelli con Pacemaker o Defibrillatore, più di 80.000 nuovi pazienti ogni anno in Italia, sono i pazienti che possono usufruire più facilmente della Telemedicina e con maggiori benefici: pensiamo non solo al fatto che il paziente può evitare una visita non necessaria a favore di visite più mirate ma grazie a questo si riducono i cosiddetti costi sociali, legati alle spese di spostamento, alle ore di lavoro perso proprie o dei familiari accompagnatori, alle spese di trasporto con ambulanze di pazienti allettati”.

L’azienda Sanitaria Universitaria di Udine è oggi uno dei centri Italiani con la più ampia popolazione di pazienti controllati a distanza, quasi 2.000, grazie all’attivazione di un vero e proprio Ambulatorio Virtuale gestito da un team medico-tecnico-infermieristico, e tale primato si affianca all’utilizzo di terapie e strumenti cardiologici all’avanguardia, quali il recente Pacemaker senza fili, che nel 2015 ha visto il dott. Facchin e la Cardiologia di Udine tra i primi dieci utilizzatori in Italia, e la Telemedicina mediante Smartphone, che sempre a Udine è al centro di un progetto pilota.

“I prossimi anni – prosegue il dott. Proclemer – saranno una sfida positiva per medici e pazienti, perchè la ricerca sta lavorando a nuovi sistemi di monitoraggio sempre più sofisticati che amplieranno a dismisura le capacità di gestire la cura del paziente con efficacia senza costringerlo a venire in ospedale. Oggi ci riuniamo insieme qui a Udine per festeggiare il traguardo raggiunto e per tracciare le basi di un percorso di innovazione condiviso, prima di tutto con i pazienti stessi”.

L’evento del 16 dicembre, organizzato in collaborazione con Fondazione IRCAB (Istituto di ricerche cliniche ed applicate di base) sarà quindi dedicato ad uno scambio fruttuoso di idee, risultati e spunti tra i medici, i pazienti, ed i rappresentanti delle istituzioni sanitarie tra cui Mauro Delendi, Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine, che sottolinea l’importanza dell’iniziativa “Udine da anni sta portando avanti attività e ricerche per capire a fondo il ruolo e le possibilità offerte dalle tecnologie di telemedicina. Si tratta di integrarle in un sistema sanitario di eccellenza qual è il nostro per condurlo nel futuro. Incontri come questo sono momenti imprescindibili di confronto e progettualità in questo percorso e permettono di portare l’innovazione di qualità all’evidenza del suo utilizzatore finale, il cittadino”.

fonte: ufficio stampa

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