Rientro a scuola: come riconoscere e prevenire le infezioni più diffuse nel bambino

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Scuola, sport e infezioni: dalla pediculosi alla scabbia, dalle gastroenteriti alla “mani-piedi-bocca”, ma anche le infezioni respiratorie e la mononucleosi, sono solo alcune delle malattie infettive che possono colpire i bambini, dai più piccoli ai più grandi. Gli esperti dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, WAidid, ci spiegano come prevenirle e curarle per affrontare al meglio la ripresa di grandi e piccini

bambini-a-scuolaMilano, 12 settembre 2016 – Scuole, attività sportive e ludiche riaprono i battenti in questi giorni. Ma se settembre è il mese della ripresa dei ritmi normali, il rovescio della medaglia è il ritorno anche delle infezioni. E come se non bastasse, adesso bisogna fare attenzione anche ai selfie che, secondo un recente studio olandese, sarebbero la causa di una maggiore diffusione dei pidocchi tra bambini e ragazzi.

Al di là dei nuovi allarmismi, è certamente vero che la vita in comunità presenta molte insidie, per questo è importante saper riconoscere e prevenire le infezioni più comuni che colpiscono i bimbi piccoli ma anche i più grandicelli.

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Prof.ssa Susanna Esposito

“I locali chiusi, spesso eccessivamente riscaldati e frequentati da tanti bambini – sottolinea la prof.ssa Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici – rappresentano un ambiente ideale per la diffusione dei virus, principali agenti eziologici delle infezioni nei primi anni di vita e durante l’età scolare; la trasmissione dei microrganismi è, poi, particolarmente facilitata dallo scambio degli oggetti che inevitabilmente avviene soprattutto tra bimbi piccoli, complice anche il sistema immunitario immaturo. La frequentazione di piscine e palestre è un’ulteriore fonte di rischio che può essere limitata applicando le buone norme igieniche. Per rientrare, infine, nella vita normale dopo la lunga pausa estiva è fondamentale rispettare uno stile di vita sano basato su un’alimentazione corretta e varia, un riposo notturno mai al di sotto delle 8 ore e un utilizzo dei video-giochi limitato ai fine settimana”.

Ma adesso che riaprono le scuole quali sono i rischi infettivi più diffusi a cui mamme e papà devono prestare più attenzione? Ecco i consigli e le raccomandazioni degli esperti di WAidid per riconoscere e affrontare alcune delle infezioni più comuni che colpiscono bambini e ragazzi:

La pediculosi del capo, è una infestazione del cuoio capelluto (soprattutto regione retro-auricolare e nucale) da parte di pidocchi adulti, larve o uova (lendini) e si trasmette per contatto diretto tra testa e testa infetta o attraverso l’utilizzo di pettini, spazzole, cappelli o caschi infestati. La pediculosi può essere asintomatica ma spesso provoca prurito intenso e lesioni da grattamento. Il periodo di incubazione è caratterizzato dallo schiudersi delle larve del pidocchio 6-10 giorni dopo la deposizione delle uova; il pidocchio raggiunge la maturità dopo 8-9 giorni. Il soggetto è contagioso finchè continua ad ospitare pidocchi o lendini vitali; la vita media del pidocchio sulla persona è di circa 1 mese.

Il trattamento consigliato: effettuare un’accurata ispezione del cuoio capelluto; trattare i capelli con prodotti specifici a base di piretrina in mousse o permetrina in gel o creme, lasciar agire in genere per almeno 10 minuti e risciacquare con acqua; sfilare tutte le lendini rimaste sui capelli servendosi di un pettine a denti molto stretti, partendo dalla radice dei capelli; ripetere il trattamento a distanza di 7-10 giorni; disinfestare le lenzuola e gli abiti che vanno lavati in acqua calda o a secco.

La scabbia, è una malattia parassitaria della cute causata da un acaro e si trasmette per contatto diretto cute-cute. Inizia con piccole macchie rosse e un intenso prurito, soprattutto notturno. Nei bambini al di sotto dei due anni, l’eruzione è spesso vescicolare con frequente localizzazione alla testa, collo, palmo delle mani e pianta dei piedi. Nei bambini più grandi vengono colpite in modo particolare le pieghe interdigitali (tra dito e dito), la zona dei polsi, gomiti e le pieghe ascellari. L’incubazione è di solito di 4-6 settimane.

Il trattamento consigliato: fare attenzione al contatto con le lesioni o, comunque, con la cute; lavare accuratamente lenzuola e capi d’abbigliamento; iniziare il trattamento specifico con una crema o lozione medicata per uccidere gli acari. È necessario applicare la crema sulla pelle di tutto il corpo e non solo sull’area che presenta l’eruzione. Di solito la crema deve rimanere sulla pelle da 8 a 12 ore prima di poterla lavare via, è necessario ripetere il trattamento dopo una settimana. La contagiosità del soggetto dura fino alla distruzione degli acari e delle uova.

La gastroenterite si trasmette per via orofecale ma anche per contatto e in alcuni casi per via respiratoria. A volte definita erroneamente “influenza intestinale”, la gastroenterite è un’infezione molto comune che riguarda lo stomaco e l’intestino ed è causata per lo più da virus come Rotavirus, che colpisce soprattutto i bambini più piccoli, Norovirus, che colpisce anche gli adolescenti e gli adulti, Adenovirus, che può causare anche sintomi respiratori o da batteri tra cui Salmonella e Clostridium difficile. Siano esse virali o batteriche, le gastroenteriti sono caratterizzate da sintomi quali nausea, vomito, diarrea o dolori addominali.

Il trattamento consigliato: nella maggior parte dei casi, quando si sviluppa una forma blanda di diarrea, i malati guariscono con un’adeguata idratazione. Tuttavia è consigliabile assumere anche probiotici, ossia microrganismi quali il Lactobacillus GG in grado di migliorare l’equilibrio della microflora endogena. Nei casi di diarrea acuta, la principale problematica è la disidratazione comune soprattutto nei bambini con meno di 2 anni di età. Vanno evitate le bibite ad alto contenuto di zucchero come i succhi di frutta confezionati che potrebbero aggravare la diarrea. E’ raccomandabile, poi, non smettere di mangiare, in pasti piccoli e frazionati (es. 6 pasti al giorno). Non vanno utilizzati né antibiotici né farmaci antiemetici.

La malattia “mani-piedi-bocca” è una malattia esantematica molto frequente nei bambini dei primi anni di vita ed è caratterizzata da una faringite associata a un’eruzione cutanea di pustole, vescicole o bolle che si concentrano nel cavo orale, nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi.

Il trattamento consigliato: la malattia ha generalmente decorso benigno, quindi tende di norma a guarire spontaneamente senza particolari complicanze. Va somministrato il paracetamolo in caso di malessere persistente o febbre ed eventualmente rimedi locali per attenuare il dolore in bocca e facilitare l’ingestione di cibo e liquidi.

La mononucleosi è causata dal virus di Epstein-Barr (EBV) ed è una malattia che si contrae attraverso lo scambio di saliva infetta. Molto comune soprattutto tra giovani e adolescenti è caratterizzata da sintomi come febbre, astenia, malessere, cefalea e linfonodi ingrossati.

Il trattamento consigliato: nella maggior parte dei casi, la malattia è risolvibile con una decina di giorni a riposo e con una terapia di supporto farmacologica con paracetamolo in caso di febbre. Il riposo e una buona idratazione contribuiscono, nella maggior parte dei casi, a rendere più veloce il processo di guarigione.

Le infezioni respiratorie virali sono malattie infettive che colpiscono gli organi dell’apparato respiratorio (naso, trachea, bronchi e polmoni) e sono molto frequenti in età pediatrica. Sono favorite da fattori ambientali quali umidità inadeguata o calore eccessivo che causano la secchezza delle mucose. Gli agenti responsabili delle infezioni respiratorie possono essere diversi: spesso la colpa è di virus, come l’Adenovirus o il Rinovirus, che causano infezioni virali. Tuttavia, anche se più raramente, queste infezioni possono essere di origine batterica. Tra le infezioni respiratorie, la più comune è la faringite virale, ossia l’infiammazione della faringe che si manifesta con senso di bruciore e difficoltà a deglutire; in alcuni casi compaiono febbre e malessere generale, talvolta si verifica anche un ingrossamento dei linfonodi cervicali. Nonostante i virus influenzali circolino nel nostro Paese soprattutto tra dicembre e marzo, sono stati riscontrati casi sporadici di influenza già in settembre e ottobre.

Il trattamento consigliato: non esiste alcun trattamento specifico per la cura della faringite virale, dato che il fastidio tende a risolversi da sé. Ad ogni modo, è possibile trattare la febbre e il dolore con farmaci quali paracetamolo e ibuprofene.

fonte: ufficio stampa

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