Protesi totale al gomito, alla Sapienza di Roma un ‘Cadaver Lab’ per preparare i chirurghi ortopedici

Roma, 5 febbraio 2020 – Sono indicate soprattutto nei casi più gravi di artropatie infiammatorie croniche e per le conseguenze di forti traumi: in Italia si eseguono oltre 100 interventi di protesi totale al gomito ogni anno, ma le indicazioni per questo tipo di impianti si sono allargate in modo significativo, soprattutto nei pazienti di età superiore ai 60 anni.

Le protesi totali al gomito saranno oggetto il prossimo 7 e 8 febbraio del Rome Elbow 2020, corso giunto all’XI edizione e che per il secondo anno consecutivo ospiterà un Cadaver Lab dedicato. Una due giorni teorico-pratica a cura della Sapienza Università di Roma e del Policlinico di Roma Umberto I, che richiama circa 150 giovani chirurghi provenienti da tutta Italia, che potranno assistere e sperimentare personalmente le più avanzate tecniche di impianto su reali preparati anatomici e non solo attraverso teoriche lezioni frontali.

“Solo di recente – spiega il prof. Giuseppe Giannicola della Sapienza, presidente del corso – è stato possibile realizzare corsi pratici hands-on presso alcune strutture ospedaliere universitarie. Ciò comporta un importante avanzamento nella formazione dei giovani chirurghi italiani, fino ad ora costretti a praticare questo tipo di esperienze soltanto all’estero. Con questo corso si vuole riportare lo studio delle lezioni e delle tecniche chirurgiche pratiche sul cadavere nella sua sede naturale e più appropriata, l’Università, come avveniva in passato e come avviene in altri Paesi occidentali”.

Nella maggior parte dei casi si accede ad un intervento di sostituzione totale dell’articolazione del gomito in presenza di dolore invalidante e cronico o di rigidità e instabilità dell’articolazione, che impedisce ai pazienti lo svolgimento di una normale vita quotidiana. Gli obiettivi sono molteplici e riguardano soprattutto la risoluzione (pressoché totale) del dolore dovuta alla lesione cartilaginea dell’articolazione e la restituzione della mobilità.

Principalmente dovuta alle conseguenze di patologie degenerative e infiammatorie, primitive o post-traumatiche, l’accesso alla sostituzione totale dell’articolazione del gomito è previsto soprattutto per le fasce meno giovani della popolazione.

“Per quanto l’impianto di una protesi totale del gomito sia un evento non frequente – spiega Giannicola – è necessario che sia applicabile in tutti gli ospedali e non solo nei centri di riferimento del gomito come accade oggi. Questo perché riguardando principalmente pazienti anziani, è necessario che questi possano accedere all’intervento in qualsiasi ospedale e non doversi spostare lontano da casa per doverlo fare. È bene quindi che ci siano giovani che si avvicinano a questi interventi e che sappiano mettere una protesi in un ospedale di una provincia qualunque”.

L’appuntamento è patrocinato da SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia). “La SIOT, attraverso il patrocinio a questa tipologia di corsi hand-on – spiega il presidente Francesco Falez – intende favorire una nuova idea nella formazione tecnica dei giovani chirurghi italiani, avviando un nuovo percorso più pratico e non più basato solo sugli aspetti teorici”.

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