Nigeria, MSF aumenta gli sforzi per contenere il colera a Maiduguri

logo-medici-senza-frontiere

A Maiduguri, in Nigeria, si sono moltiplicati i casi di colera a causa delle forti piogge e delle pessime condizioni di alcuni campi che ospitano le persone scappate da altre zone dello Stato del Borno, a causa del conflitto in corso tra le forze armate nigeriane e Boko Haram. Medici Senza Frontiere sta aumentando i propri sforzi per prevenire ulteriori morti e la diffusione della malattia in coordinamento con il Ministero della Salute e altre organizzazioni

Cholera outbreak in Maiduguri

Roma/Maiduguri, 4 settembre 2017 – L’organizzazione medico-umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF) sta aumentando i propri sforzi per prevenire ulteriori morti e la diffusione del colera a Maiduguri, in Nigeria. L’organizzazione lavora in coordinamento con il Ministero della Salute e altre organizzazioni che stanno rispondendo all’epidemia in città.

A Dala, MSF ha aperto un’Unità per il Trattamento del Colera (CTU) da 40 posti letto, che finora ha ricoverato 70 pazienti. L’organizzazione ha inoltre aperto un Punto di Reidratazione Orale (ORP) nel campo di Muna e ha un’équipe composta da 14 Operatori Comunitari della Salute che aiutano a rintracciare nuovi casi e tutti i membri della comunità che possano essere entrati in contatto con pazienti malati.

La maggior parte dei pazienti malati provengono da Muna Garage, un campo che ospita le persone scappate da altre zone dello Stato a causa del conflitto in corso tra le forze armate nigeriane e Boko Haram. In seguito a forti piogge, il campo è in parte allagato, peggiorando ulteriormente le già povere condizioni sanitarie del luogo e costituendo un fattore aggravante durante un’epidemia di colera. Un potenziale caso è stato inoltre riportato in un’altra parte della città.

maiduguri-colera-msf-2

“MSF sta rispondendo rapidamente alla diffusione del colera a Maiduguri. All’inizio di quest’anno avevamo già aperto un’Unità per il Trattamento del Colera per anticipare una possibile epidemia. Dalla fine di agosto, stiamo vedendo un forte aumento nel numero dei pazienti nel nostro Centro e nel Punto di reidratazione nel campo di Muna – spiega Anne-Cécile Niard, coordinatrice dei progetti di MSF – Stiamo espandendo la capacità del nostro centro a Dala fino a 50 posti letto e stiamo valutando la possibilità di aprire un altro Centro vicino alle aree più colpite. Siamo però preoccupati che il numero di letti che stiamo pianificando non sia sufficiente”.

MSF sta inoltre mettendo in piedi dei punti di reidratazione nei luoghi dove sono riportati nuovi casi e sta condividendo le proprie conoscenze mediche sulla prevenzione e sui metodi di controllo formando gli operatori sanitari statali e quelli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). MSF si sta adoperando affinché vengano prese tutte le precauzioni per evitare il diffondersi dell’epidemia, senza che si diffonda il panico tra la popolazione.

“Con una diagnosi e un trattamento tempestivi, le persone hanno davvero buone possibilità di sopravvivenza: sono già 37 i pazienti dimessi dal nostro centro per il trattamento a Dala – dichiara Anna Cillers, coordinatore medico di MSF – Se le persone sospettano di avere il colera, devono bere una soluzione reidratante e farsi curare il prima possibile. Tuttavia, per contenere la diffusione del colera a Maiduguri, non bisogna sottovalutare l’importanza di una risposta coordinata da parte delle autorità sanitarie statali e degli altri attori coinvolti”.

MSF, assieme al Ministero della Salute e altre organizzazioni, sta assicurando la pulizia delle case colpite, con una soluzione al cloro, e la distribuzione di sapone e pastiglie per purificare l’acqua nel campo di Muna.

Salva come PDF
Le informazioni presenti nel sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. Ricordiamo a tutti i pazienti visitatori che in caso di disturbi e/o malattie è sempre necessario rivolgersi al proprio medico di base o allo specialista.

Potrebbe anche interessarti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *