Neuroradiologia interventistica, Sicilia ai massimi vertici in Italia. Si è concluso il Congresso nazionale AINR

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Siracusa, 7 ottobre 2019 – “Abbiamo gettato le basi per la realizzazione delle Neuroradiologie di tutta la Sicilia”. Lo hanno detto, a conclusione del trentesimo congresso nazionale dell’AINR, Associazione italiana di neuroradiologia diagnostica e interventistica, tenutosi al palazzo Arcivescovile di Siracusa, Concetto Cristaudo, Marcello Longo e Maria Pia Pappalardo, primari di Neuroradiologia degli ospedali Cannizzaro di Catania, Policlinico di Messina e del Civico di Palermo, le prime strutture nell’isola, già operanti, di Neuroradiologia interventistica.

“Partiranno – spiegano i tre primari siciliani – anche, con copertura temporale inferiore (h 12 non 24), Garibaldi di Catania e Villa Sofia di Palermo, in attesa diventare hub unitamente a Caltanissetta”. Naturalmente, non saranno tagliate fuori le altre province. Esiste un protocollo, frutto del lavoro svolto in commissione, che prevede una sinergia tra il 118, le stroke unit (centri di urgenza ictus) e la Neuroradiologia interventistica. Queste unità saranno strettamente connesse tra loro, potenziando ai massimi livelli la capacità di intervento sul paziente. Al momento, la situazione è comunque fluida: a Catania e a Messina arrivano, con l’elisoccorso, pazienti provenienti da ogni parte dell’isola.

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Da sin: Concetto Cristaudo, Maria Pia Pappalardo, Marcello Longo

Il Congresso nazionale dell’AINR a Siracusa ha decretato che esiste in Sicilia la risposta terapeutica a persone colpite da ictus ischemico e aneurisma, al punto da avere avuto un riconoscimento nazionale, che si è tradotto nell’organizzazione del congresso in Sicilia, a cui hanno partecipato i massimi esperti, nazionali e internazionali.

“Quanto avvenuto a Siracusa – assicurano Cristaudo, Longo e Pappalardo – è stato uno dei più importanti incontri, a livello nazionale, a cui, negli ultimi anni, ha preso parte la comunità scientifica di questo settore della medicina. È un riconoscimento al trattamento delle patologie neurologiche vascolari, che è ai massimi vertici in Italia”.

I tre ospedali siciliani sono anche in prima linea nella prevenzione. “Nella casistica delle persone vittime di queste patologie – aggiungono i tre medici – c’è la familiarità. Infatti, i parenti di primo e secondo grado dei pazienti sono sottoposti a screening”.

Si guarda anche al futuro, a nuove tecniche di intervento allo scopo di migliorare l’efficacia della terapia sui pazienti. “Il futuro è rappresentato dallo stent a diversione di flusso: le sue caratteristiche strutturali – concludono i primari – consentono di direzionare il flusso di sangue verso il lume dell’arteria parente, escludendolo, di fatto, dalla sacca aneurismatica che, in questo modo, va incontro a trombosi progressiva fino a completa guarigione. Questa tecnica deve ancora essere affinata ma è quella la nuova frontiera”.

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