Materiali metallici per applicazioni aerospaziali, al via progetto SIADD per migliorare la stampa 3D

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Immagine riferita al monitoraggio termografico IR durante un processo di additive manufacturing. In particolare, il termogramma visualizza la temperatura massima raggiunta in ogni punto nel corso del processo

Roma, 5 febbraio 2019 – Ridurre difetti, peso e costi di produzione della stampa 3D di materiali metallici per applicazioni aerospaziali. È questo l’obiettivo del progetto SIADD (Soluzioni Innovative per la qualità e la sostenibilità dei processi di ADDitive manufacturing), finanziato con 8 milioni di euro del Programma Operativo Nazionale (PON) “Ricerca e Innovazione 2014-2020”.
L’ENEA di Brindisi partecipa nel ruolo di socio del Distretto Tecnologico Aerospaziale (DTA), che mira a rafforzare la competitività del nostro sistema produttivo attraverso lo sviluppo di tecnologie chiave, il trasferimento tecnologico e la formazione.

Nell’ambito del progetto spetteranno all’ENEA l’individuazione dei difetti generati dai processi di manifattura additiva di metalli, compositi e multi-materiale metallo/composito con l’obiettivo di migliorare le proprietà meccaniche dei componenti, ridurre tempi e dei costi di produzione e identificare in‐situ difetti e condizioni instabili di processo, utilizzando anche tecniche avanzate di monitoraggio e caratterizzazione dei materiali.

I ricercatori del Centro Ricerche ENEA di Brindisi saranno impegnati anche nella realizzazione di nuovi materiali compositi termoplastici da utilizzare in alcuni processi innovativi di “additive manufacturing”, come la Automated Fiber Placement (AFP) e Continuous Fiber Fabrication (CFF).

“Il settore delle tecnologie additive, che permettono la realizzazione di oggetti tridimensionali per mezzo di stampanti 3D, presenta ancora molti campi da esplorare – evidenzia Antonella Rizzo, ricercatrice del Centro Ricerche ENEA di Brindisi, nonché responsabile scientifico del progetto – L’alta specializzazione delle professionalità presenti nel nostro Centro e il potenziamento delle tecnologie e della strumentazione ci hanno permesso di cogliere le richieste dell’industria aerospaziale, in sinergia con gli enti di ricerca e le università, per accelerare programmi di sviluppo innovativi e creare nuovi posti di lavoro” conclude Rizzo.

Oltre all’ENEA, partecipano al progetto CNR, le università del Salento e “Kore” di Enna, i politecnici di Bari e di Milano e le aziende AvioAero, Enginsoft, Umbra Group, Novotech, HB Thecnology, Elfim e Ingenia.

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