Mai più senza voce. La sfida IEO ai tumori cervico-facciali

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I dati 2015 confermano il ruolo guida della chirurgia cervico-facciale IEO nei trattamenti conservativi.
90% dei pazienti con tumore laringeo guariscono e conservano la propria voce

ecografia-alla-tiroideMilano, 21 gennaio 2016 – Mantenere la voce se è colpita la laringe, evitare di prendere farmaci per tutta la vita se si ammala la tiroide, conservare la propria qualità di vita anche nei casi dei più temibili tumori orofaringei: la Divisione di Chirurgia Cervico-facciale dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) dimostra che si può fare, mantenendo i massimi livelli raggiungibili di efficacia nella cura.

“Nell’area testa-collo risiedono funzioni vitali non solo per la nostra sopravvivenza, come respirare e mangiare, ma anche per la nostra vita di relazione, come parlare o gustare – spiega Mohssen Ansarin, Direttore Otolaringologia e Chirurgia cervico-facciale dell’IEO – Per questo noi ci siamo impegnati a creare una cultura, nuova per l’Italia, per il trattamento conservativo di tutti i tumori che colpiscono questo delicato distretto”.

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Prof. Mohssen Ansarin

Ed ecco i risultati. IEO emerge come uno dei primi centri in Italia per le malattie oncologiche della laringe. Qui è iniziata 15 anni fa la tecnica di “microchirurgia con Laser CO2” che oggi permette a oltre il 90% dei pazienti con neoplasia iniziale una guarigione completa, senza necessità di radioterapia e con la conservazione della propria voce.

Anche nel trattamento della tiroide IEO spicca nel panorama nazionale per la chirurgia conservativa. Vent’anni fa infatti la Divisione di Chirurgia cervico-facciale ha iniziato, per prima in Europa, ad effettuare l’asportazione parziale della tiroide (emitiroidectomia) per i tumori iniziali: oggi questo intervento è realizzato nel 34% dei casi, contro una media nazionale del 7%. L’emitiroidectomia ha il vantaggio di conservare la funzionalità della ghiandola e ridurre le complicanze, a parità di risultati oncologici. IEO risulta il centro con il più alto numero di interventi al cavo orale e orofaringe grazie all’applicazione di tecniche innovative, come la chirurgia compartimentale, che ha permesso di ottenere i migliori risultati oncologici a livello mondale in specifici casi di neoplasie avanzate della lingua. IEO inoltre è stato il primo ospedale in Europa ad applicare, nel 2007, la tecnica robotica ai tumori dell’orofaringe e laringe.

I tumori maligni orofaringei sono in aumento, in controtendenza rispetto alla diminuzione degli altri carcinomi del distretto cervico-facciale e si stima che fino all’80% dei casi siano legati all’infezione del virus HPV (Human Papilloma Virus), lo stesso che può provocare il tumore del collo dell’utero. IEO è stato un pioniere negli studi su questo virus e fra i maggiori promotori della vaccinazione per le ragazze.

“Stiamo ora applicando – conclude Ansarin – il grande bagaglio di conoscenza ed esperienza della Ginecologia e della Genetica Oncologica IEO anche all’orofaringe, per contribuire a mettere a punto, anche per questi tumori, strategie di prevenzione adeguate che considerino il ruolo dei vaccini, come è successo per il tumore del collo dell’utero”.

fonte: ufficio stampa

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