Lettori MP3 per aiutare i pazienti in Terapia Intensiva

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La musicoterapia aiuta a ridurre gli stati d’ansia, tranquillizzando i pazienti e aumentandone il comfort

ospedale-medici-corsiaMilano, 10 ottobre 2016 – AICCA – Associazione italiana dei Cardiopatici congeniti adulti – ha donato 10 lettori MP3 per aiutare i pazienti – adulti e bambini – che si trovano ricoverati presso il reparto di terapia intensiva del Policlinico San Donato di Milano, una delle diciotto strutture d’eccellenza del Gruppo ospedaliero San Donato.

Sono state create delle playlist dalla musica Pop alla musica Jazz, dai suoni della natura ad Elton John, passando per i Pink Floyd, contenenti diversi brani musicali con determinate caratteristiche calmanti o stimolanti, considerate “canzoni che fanno bene”, come indicato dagli studi condotti dai ricercatori della Caledonian University di Glasgow.

Il dott. Giuseppe Isgrò, responsabile del Servizio di Terapia Intensiva Post Operatoria Pediatrica: “La musica come terapia, in quanto i nostri piccoli pazienti possono rilassarsi e trovare una tranquillità che normalmente è resa impossibile dai continui rumori e suoni dei monitor, delle varie strumentazioni e dal parlare del personale ospedaliero che si trova sempre vicino ai pazienti. Grazie all’ascolto di playlist precompilate, i pazienti possono trarre un beneficio clinico, non riducendo i tempi di degenza, ma limitando il bisogno di farmaci per il dolore o per l’ansia e riuscendo a tranquillizzarsi anche senza la presenza costante dei genitori, che non possono essere sempre con loro”.

Il dott. Andrea Ballotta, responsabile del Servizio di Terapia Intensiva Post Operatoria Adulti: “La musicoterapia è molto importante perché permette un’umanizzazione di un reparto che, caratterizzato da continui rumori, dalle luci accese costantemente e dalla particolarità delle cure e dei medicamenti, può diventare non agevole da tollerare specie in condizioni precarie quali quelle dei pazienti ricoverati in rianimazione. I pazienti possono sicuramente trarre un grande giovamento dall’ascolto della musica, riducendo i loro stati d’ansia e nervosismo, che talvolta ostacolano il rapporto con il personale dei reparti”.

L’utilizzo della musica come supporto ai malati risale a 2.600 anni fa, quando già i medici egizi la utilizzavano per alleviare i sintomi causati da alcune patologie. Inoltre, la musicoterapia può essere un aiuto anche alle famiglie dei pazienti ricoverati che devono affrontare lunghi percorsi riabilitativi, caratterizzati da elevato stress e tensione.

fonte: ufficio stampa

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