Le malattie mentali si associano ad aumentato rischio di patologie cardiovascolari

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Team di ricercatori incrocia i dati di 3 milioni di pazienti e quantifica la stretta correlazione tra “mente e cuore”

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Dott. Marco Solmi

Padova, 12 maggio 2017 – I pazienti che soffrono di gravi malattie mentali quali schizofrenia, disturbo bipolare e disturbo depressivo maggiore sembrano essere maggiormente esposte al rischio di malattia cardiovascolare. Questi i risultati dello studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Padova e di diversi Paesi (USA, Brasile, Gran Bretagna, Australia, Belgio): una meta-analisi su larga scala condotta su oltre 3 milioni di pazienti confrontati con 110 milioni di controlli per un totale di 92 studi.

“Lo studio – spiega il dott. Marco Solmi, del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova, primo nome della ricerca insieme al prof. Correll – è stato condotto con la metodologia della meta-analisi su quasi 100 studi pubblicati che hanno fornito dati su un vasto campione di pazienti dell’età media di circa 50 anni osservati per un periodo di 8,4 anni. Nell’arco di questo tempo ben il 3,6% dei pazienti con malattia mentale grave (SMI) sviluppa una malattia coronarica, soprattutto se la SMI è affiancata da altri fattori di rischio come l’obesità o il sovrappeso”.

Dal lavoro molto accurato del team internazionale che ha esaminato popolazioni differenti di pazienti con SMI per un periodo di oltre 8 anni è emerso chiaramente un aumento del rischio di sviluppare una malattia coronarica del 54%, problemi cerebrovascolari del 64%, uno scompenso cardiaco del 110% fino ad arrivare a un aumento del rischio di morte legata a problemi cardiovascolari dell’85%.

“I dati che emergono dai nostri studi suggeriscono, nel caso di pazienti affetti da malattia mentale grave in particolare, la necessità di una stretta collaborazione tra medico di base, cardiologo e psichiatra, così da garantire a questi pazienti un monitoraggio attento della loro situazione cardiovascolare per controllare ed eventualmente prevenire una qualsiasi complicanza in questo ambito”.

Tra i firmatari dello studio Prevalence, incidence and mortality from cardiovascular disease in patients with pooled and specific severe mental illness: a large-scale meta-analysis of 3,211,768 patients and 113,383,368 controls, pubblicato sulla prestigiosa rivista “World Psychiatry”, oltre a Christoph U. Correl dello Zucker Hillside Hospital di NY e ad altri colleghi stranieri, compaiono molti nomi padovani tra i quali il dr. Marco Solmi, e i prof. Paolo Santonastaso e Angela Favaro.

fonte: ufficio stampa

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