Intossicazione acuta da funghi, come evitare i rischi. Vademecum del Centro Antiveleni IRCCS Gemelli

logo-gemelli-cattolica

funghi-rossi

Roma, 9 ottobre 2018 – In Italia il 90 % dei casi di intossicazione da funghi si verifica nel trimestre settembre-novembre nei mesi in cui la raccolta di questi prodotti del bosco è più frequente. Tale raccolta deve rispettare soprattutto le regole degli ispettorati micologici, in casi infrequenti, tale intossicazione acuta può determinare anche la morte.

Per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sui rischi di avvelenamento, gli esperti Alessandro Barelli e Maurizio Soave del Centro Antiveleni della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli, hanno elaborato un vademecum sulle intossicazioni da funghi con le indicazioni per evitare i rischi derivati dal consumo, facendo chiarezza sulla pericolosità di alcuni con l’intenzione di fugare paure ingiustificate e mettere in guardia dall’intossicazione.

È possibile consumare funghi raccolti?
Sì, ma solo se in funghi vengono riconosciuti come non tossici da un micologo. Gli Ispettorati Micologici sono disponibili per questo e un elenco esaustivo di quelli esistenti in Italia è disponibile nel sito del Ministero della Salute.

Esistono funghi mortali?
Sì. L’Amanita Phalloides, ad esempio, contiene una potente sostanza in grado di danneggiare in modo irreversibile fegato e reni; nelle situazioni più gravi l’unica possibilità di sopravvivenza è legata al trapianto di fegato.

L’Amanita Phalloides può essere scambiata per altri funghi non tossici?
Sì. Solo un micologo è in grado di distinguere le diverse specie e spesso solo attraverso analisi sofisticate.

La cottura disattiva le tossine dei funghi?
Solo in alcuni casi; le tossine epato-tossiche dell’Amanita Phalloides resistono alle alte temperature e quindi la cottura non protegge dall’intossicazione.

Come si manifesta l’intossicazione da funghi?
Nella quasi totalità dei casi i primi sintomi sono gastroenterici come nausea, vomito, dolori addominali, diarrea profusa.

Dopo quanto tempo dall’ingestione si manifestano i sintomi?
L’intervallo di tempo tra ingestione e comparsa dei sintomi è variabile e dipende dalla specie; latenze superiori alle 6-8 ore sono particolarmente sospette e allarmanti.

Cosa fare in caso di intossicazione?
Chiamare il Centro Antiveleni, riferire nei dettagli cosa è accaduto e seguire accuratamente le indicazioni che vengono date.

I bambini e le donne in gravidanza possono consumare funghi?
Sì, adottando tutte le precauzioni igieniche comuni alla maggior parte degli alimenti. Considerata la scarsa digeribilità, è buona norma non eccedere sia in quantità che in frequenza.

Salva come PDF
Le informazioni presenti nel sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. Ricordiamo a tutti i pazienti visitatori che in caso di disturbi e/o malattie è sempre necessario rivolgersi al proprio medico di base o allo specialista.

Potrebbe anche interessarti...

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>