Il ruolo dell’Osteopatia in gravidanza e neonatologia

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Ambulatorio osteopatia_HMDCastellanza, 18 maggio 2015 – Una novità in Humanitas Mater Domini: ha preso il via il nuovo Ambulatorio di Osteopatia con la dott.ssa Beatrice Gallazzi che, accanto ai tradizionali trattamenti, si occupa in particolare di Osteopatia in gravidanza e neonatale.
Osteopatia, gravidanza e pediatria. Cos’hanno in comune? Come l’osteopatia interviene a livello terapeutico in questi momenti così importanti e delicati della vita?

Mal di schiena, sciatalgia, pubalgia, bruciori di stomaco/reflusso, edemi agli arti (superiori e/o inferiori), problematiche al bacino, sono i problemi più comuni nelle donne in gravidanza.
L’osteopatia ha un suo ruolo. Aiuta la futura mamma a prepararsi al parto agendo proprio su quelle strutture che saranno le “protagoniste” del momento della nascita del bambino.

Durante la gravidanza, infatti, è utile alla donna per: prepararsi ad un parto il più naturale possibile, allenare l’elasticità del perineo e, come terapia, per alleviare i dolori causati dalle modifiche posturali che, naturalmente, si verificano a seguito dei cambiamenti del corpo durante i 9 mesi.
Dopo il parto naturale o cesareo o epidurale, la terapia osteopatica serve, invece, per rimettere “in funzione” tutta la meccanica pelvica e perineale.

“Neonato ed Osteopatia?”: qual è il legame? In ambito pediatrico, è il trauma da parto (plagiocefalia) il motivo più frequente che porta a rivolgersi all’osteopata.
Si è soliti pensare che i neonati non subiscano stress o tensioni durante il parto ma, in realtà, la nascita è l’evento più stressante della loro vita. Il neonato è sottoposto ad enormi forze quando l’utero lo spinge contro le pareti del canale vaginale: il nascituro deve ruotarsi e torcersi durante il suo viaggio verso il mondo esterno. I neonati, infatti, hanno spesso una strana forma del cranio dovuta appunto al travaglio.

Gli sbadigli, i pianti e la suzione al seno sono terapeutici, perché aiutano il riassorbimento, in parte o completamente, delle deformazioni inferte al cranio durante il parto. Tuttavia, con la maturazione la cartilagine diviene osso duro e la malformazione all’interno di questo può diventare asimmetrica. Se questa informazione scorretta viene trasmessa alle meningi, si potrà avere un effetto negativo su alcuni nervi cranici e la loro alterazione può portare a disturbi come: difficoltà nella suzione, disturbi del sonno, irritabilità, problemi legati alla digestione e al transito intestinale (evacuazione).

HMD Esterno

fonte: ufficio stampa

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