Ictus, terapie sempre più veloci. La Neurologia di Pordenone avvia il Progetto Angels

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Pordenone, 10 ottobre 2018 – L’ictus cerebrale rappresenta nei paesi industrializzati, dal punto di vista epidemiologico e per il suo impatto economico, una delle più importanti problematiche sanitarie e costituisce la prima causa di invalidità permanente.

“Le stime di incidenza dell’ictus cerebrale nella popolazione residente in Friuli Venezia Giulia, prodotte attraverso il Registro Regionale dell’Ictus – rileva Paolo Passadore, Direttore della SOC di Neurologia di Pordenone – indicano una incidenza pari a 1,5-2,8/1.000 abitanti con picco massimo tra gli ultra-ottantacinquenni e con un totale complessivo regionale di circa 3 mila casi/anno e di 800 nuovi casi/anno in provincia di Pordenone. Nel 2017 i ricoveri per ictus, comprese le recidive, sono stati, in AAS5, complessivamente 1.000, di cui 500 nel reparto di Neurologia”.

In Italia, il costo medio dell’assistenza nei primi sei mesi dopo l’ictus, è stato calcolato essere di circa 10mila euro, il costo medio annuo a carico del Servizio Sanitario Nazionale è di 20mila euro, mentre i costi medi annui per paziente a carico della famiglia, (assistenza, riabilitazione, farmaci, analisi, visite, ecc.) e della collettività (mancato reddito da lavoro del paziente e del caregiver) si aggira sui 30mila euro. Anche dal punto di vista economico-sanitario, come evidenziano i costi sopraccitati, trattare l’ictus in maniera precoce ed adeguata è quindi fondamentale.

“Oggi più che in passato – sottolinea Passadore – disponiamo nella fase acuta di terapie che si sono dimostrate capaci di migliorare notevolmente l’esito, in termini di sopravvivenza e di disabilità, di tale patologia, grazie alla possibilità di utilizzare alcuni farmaci, come i fibrinolitici (trombolisi), che possono agire sul trombo occludente il lume del vaso fino a scioglierlo completamente. L’AAS5 Friuli Occidentale e la SOC di Neurologia di Pordenone, hanno coordinato un importante programma di formazione del personale Medico e Infermieristico sul Piano Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) relativo alla gestione dello Stroke”.

“Il progetto mira a far conoscere nei dettagli i percorsi sanitari che accompagnano il paziente con ictus nelle fasi pre-ospedaliera, ospedaliera e post-ospedaliera – spiega Passadore – Il programma Aziendale prosegue dal 2016, e ha garantito la formazione di 1.200 operatori sanitari. Come risultato, dal 2016 ad oggi il numero dei pazienti sottoposti a trattamento fibrinolitico è più che triplicato, arrivando a circa 90 procedure/anno”.

Per la sua possibile rapida evoluzione, l’ictus è classificato come una delle patologie tempo-dipendenti in cui il ritardo, evitabile, costituisce l’elemento fondamentale da considerare ai fini dell’esito clinico. L’approccio terapeutico per essere efficace deve però essere praticato il prima possibile. La finestra temporale entro la quale la fibrinolisi per via endovenosa rappresenta una efficace soluzione terapeutica è breve, 4,5 ore dall’evento acuto.

I tempi tra l’arrivo del paziente in ospedale e l’inizio degli interventi di riperfusione, Door to Needle time, cioè l’intervallo temporale tra l’ingresso in Pronto Soccorso, e l’esecuzione del trattamento fibrinolitico, dovrebbero essere quindi più brevi possibile.

La SOC di Neurologia dell’Ospedale di Pordenone, in collaborazione con il Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA), ha programmato un percorso di ottimizzazione della tempistica di gestione del paziente colpito da ictus, e come da indirizzo della Regione Friuli Venezia Giulia, ha aderito al Progetto Angels, promosso da European Stroke Organization, Italian Stroke Organization e World Stroke Organization. L’obiettivo è il miglioramento e la standardizzazione del trattamento dell’ictus ischemico acuto.

“Nell’attuazione del progetto – spiega il Direttore Passadore – abbiamo riunito tutte le figure sanitarie che gravitano intorno al percorso ictus, medici, infermieri, tecnici e oss, e tutte le strutture afferenti al DEA e facenti parte del percorso ictus, Neurologia, Pronto Soccorso, Medicina d’Urgenza, Radiologia, Laboratorio Analisi, Terapia Intensiva, e seguendo il modello della Lean Organization che ha come presupposto principale il miglioramento continuo, abbiamo iniziato una revisione dei vari processi operativi. In termini di numeri di pazienti fibrinolisati sui fibrinolisabili, in Friuli Venezia Giulia, siamo nei primissimi posti in Italia”.

“Stiamo lavorando per perfezionare gli intertempi, anche con un primo incontro di simulazione. Gli esperti del Progetto Angels, accompagneranno a Pordenone un paziente simulato, e andranno ad esaminare, con noi professionisti, tutto il percorso intraospedaliero, per capire dove agire per migliorare i tempi di valutazione e presa in carico del paziente”, conclude Passadore.

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