Giornata internazionale della Sindrome Feto Alcolica. Campagna di sensibilizzazione al Policlinico Umberto I

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Prof. Ceccanti: “L’uso di alcol durante la gravidanza rappresenta la più comune causa conosciuta di ritardo mentale, acquisito nell’infanzia, totalmente prevenibile mediante l’astensione completa della gestante dal consumo di bevande alcoliche”

donna-incinta-gravidanzaRoma, 9 settembre 2016 – Oggi, in tutto il mondo si celebra la Giornata internazionale della Sindrome Feto Alcolica e Disturbi correlati (FASD – Fetal Alcohol Spectrum Disorder e il FASD Awareness Day, il giorno della consapevolezza della FASD.

Gli effetti dell’alcol, assunto dalla madre durante la gravidanza, sul feto variano dall’assenza di danni fino all’aborto, comprendendo anche patologie malformative e uno spettro di manifestazioni cliniche chiamate appunto Fetal Alcohol Spectrum Disorders.

Per l’occasione, in tutto il mondo, vengono organizzati eventi per sensibilizzare la popolazione, in particolare le donne, sul pericolo dell’assunzione dell’alcol in gravidanza per gli effetti nocivi sul feto. L’alcol assunto in gravidanza, attraverso la placenta, passa direttamente dalla madre al bambino, con effetti molto gravi sia sullo sviluppo morfologico, sia sulla sviluppo delle capacità cognitive della vita adulta come, per esempio, malformazioni congenite e alterazioni neurologiche.

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Prof. Mauro Ceccanti

“In Italia questo disturbo è poco conosciuto, non solo nella popolazione generale, ma anche spesso negli operatori che si occupano della salute della donna e del bambino. L’uso di alcol durante la gravidanza rappresenta la più comune causa conosciuta di ritardo mentale, acquisito nell’infanzia, totalmente prevenibile mediante l’astensione completa della gestante dal consumo di bevande alcoliche”, ha sottolineato il prof. Mauro Ceccanti, direttore del Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio (C.R.A.R.L.), con sede al Policlinico Umberto I di Roma.

Secondo i dati del CRARL che ha effettuato il primo studio europeo per stimare la prevalenza del disturbo, il 4,7% del campione analizzato è risultato affetto da un disturbo correlato all’esposizione all’alcol in utero.

“I deficit cognitivi e comportamentali che il bambino può sviluppare come conseguenza dell’esposizione all’alcol in utero – ha aggiunto il prof. Ceccanti – sono stati di recente inseriti nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders-Fifth Edition (DSM-5), alla voce dei Disturbi del Neurosviluppo associati all’esposizione intrauterina all’alcol e includono: a) anomalie nelle funzioni neurocognitive (livello cognitivo, funzioni esecutive, disturbi dell’apprendimento, nella memoria e nel ragionamento visuo-spaziale); b) difficoltà di autoregolazione (emotiva e/o comportamentale, dell’attenzione e nel controllo della risposta impulsiva); c) deficit nelle funzioni adattive (difficoltà di comunicazione, nelle abilità socio-relazionali, nelle abilità quotidiane e motorie”.

Una curiosità: alle 09.09 suonano le campane in ogni fuso orario dalla Nuova Zelanda all’Alaska! “Il primo FAS Day venne celebrato il 9/9/99: questo giorno fu scelto in modo che il nono giorno del nono mese dell’anno, il mondo potesse ricordare che durante i nove mesi di gravidanza la donna dovrebbe astenersi da alcol!” – ha concluso il prof. Ceccanti.

fonte: ufficio stampa

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