Fratture del collo del femore. Al Sant’Orsola operato nelle 48 ore l’85% dei pazienti

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Un risultato importante perché la tempestività dell’intervento migliora la prognosi e riduce il rischio di complicanze.
Il risultato, ottenuto anche grazie a un’equipe multiprofessionale, è emerso oggi durante il convegno “A tutto anca” organizzato dal direttore dell’Ortopedia Massimo Laus

coppia-di-anzianiBologna, 11 settembre 2015 – Erano il 51% tre anni fa, sono diventati l’85,4% a fine 2014. In due anni si è impennata la percentuale degli interventi eseguiti per frattura del collo femorale nelle 48 ore. Un risultato che l’Ortopedia del Policlinico di Sant’Orsola ha ottenuto grazie anche alla messa in campo di un team multiprofessionale, che – oltre agli ortopedici – coinvolge anestesisti, geriatri e riabilitatori. Un risultato importante perché la tempestività dell’intervento migliora la prognosi e riduce il rischio di complicanze.

Il dato è emerso oggi nel corso del convegno “A tutto anca” che si è svolto al Policlinico di Sant’Orsola coinvolgendo anche professionisti degli Istituti Ortopedici Rizzoli.

“Nel mondo occidentale – spiega Massimo Laus, direttore dell’Unità operativa di Ortopedia del Sant’Orsola – assistiamo a una vera e propria epidemia di fratture del collo femorale e di patologie dell’anca, sulle quali oggi, come scuola bolognese’, abbiamo voluto fare il punto”.

Soltanto al Sant’Orsola gli interventi per frattura del collo femorale sono stati 4.190 negli ultimi dieci anni, con un incremento di cento casi all’anno. A questi si sommano 2.391 protesi d’anca primaria per chirurgia ricostruttiva dovute ad artrosi o artrite reumatoide, con circa 40 casi all’anno di nuovi interventi per usura della protesi, nonostante una “sopravvivenza” delle protesi sempre più elevata, che dopo 13 anni dall’intervento raggiunge ormai il 92%.

“In questo ambito – spiega il dott. Massimo Laus, organizzatore del convegno – non è possibile una vera chirurgia mininvasiva, ma stiamo compiendo passi avanti continui per una chirurgia capace di risparmiare il più possibile i tessuti su cui interveniamo”.

In questi ultimi anni, così, la degenza media è diminuita, passando da 12 a 8 giorni, comprensivi anche della necessaria terapia riabilitativa, mentre negli ultimi dieci anni non si è verificato neanche un caso di infezione profonda delle protesi d’anca eseguite in elezione con necessità di rimozione dell’impianto.

Il risultato raggiunto al Sant’Orsola negli interventi per le fratture del collo femorale, con l’85,4% dei casi operati nelle 48 ore, è particolarmente significativo anche alla luce della casistica che caratterizza il Policlinico. “Tra i casi che trattiamo – spiega Massimo Laus – la maggior parte è affetta da altre e importanti patologie. Si tratta quindi di pazienti più fragili e complessi da operare, soprattutto entro le 48 ore. Un risultato che è stato possibile grazie al percorso che abbiamo creato, con un equipe che riunisce professionisti in grado di affrontare insieme problematiche diverse”.

fonte: ufficio stampa

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