Ecco i fattori predittivi dell’insufficienza renale cronica nei pazienti con diabete

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Pubblicata su Scientific Reports, la ricerca ha coinvolto oltre 2.600 pazienti seguiti dai Centri di Diabetologia di tutto il territorio nazionale

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Roma, 12 luglio 2017 – La lunga durata della malattia, i valori di glicemia più elevati, in particolare alti valori di emoglobina glicosilata, elevati livelli di trigliceridi e l’ipertensione arteriosa: sono questi i fattori predisponenti a valori elevati di albumina nelle urine, e quindi alla malattia renale nei pazienti con diabete Tipo 1. Lo rivela uno studio – pubblicato sulla rivista Scientific Reports, appartenente al gruppo Nature – condotto dai ricercatori del Gruppo Annali dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD). Lo studio ha coinvolto 2.656 pazienti seguiti da 137 Centri di Diabetologia distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Il prof. Salvatore De Cosmo, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Endocrinologia Casa Sollievo della Sofferenza di S. Giovanni Rotondo, nonché coordinatore dello studio, spiega le ragioni che hanno spinto AMD ad effettuare quest’indagine: “Le persone affette da diabete di tipo 1 – la forma di diabete che in genere insorge nei giovani e che necessita di terapia insulinica – hanno un rischio elevato di sviluppare un danno ai reni: la nefropatia. Questa grave complicanza del diabete espone chi ne è affetto ad un rischio elevato di progressione del danno renale fino all’insufficienza renale terminale, con necessità di dialisi o di trapianto, ma anche di mortalità e comorbilità, soprattutto per cause cardiovascolari. Conoscere quindi i fattori ambientali predisponenti a tale complicanza consentirebbe di attuare appieno le strategie preventive e terapeutiche, orientate a far sì che il danno renale non si manifesti o non progredisca verso forme più gravi”.

Nelle persone con diabete, le complicanze a lungo termine sono una delle principali cause di disabilità, inficiano la qualità di vita e causano morti premature. Nel 2015 circa 5 milioni di persone nel mondo, di età compresa tra i 20 e i 79 anni, sono decedute per complicanze correlate al diabete. Complicanze che, nella maggioranza dei casi, sono dipese dall’insufficienza renale cronica grave (5° stadio).

Lo studio, osservazionale e longitudinale, ha permesso di indagare un numero molto elevato di pazienti con diabete di tipo 1 e identificare i valori predittivi dell’insufficienza renale cronica. “I risultati – spiega il prof. De Cosmo – hanno individuato nella lunga durata di malattia (tra i 12 e 17 anni), nei valori di glicemia più elevati (alti valori di emoglobina glicosilata), negli elevati livelli di trigliceridi e nella presenza di trattamento antipertensivo – quale indicatore di ipertensione arteriosa – i fattori predisponenti di insorgenza di albuminuria (un tasso elevato di albumina nelle urine è un marcatore della malattia renale). Mentre l’età più avanzata ed un valore di filtrato glomerulare lievemente ridotto predisponevano alla riduzione più marcata di filtrato glomerulare”.

“Si stima – conclude De Cosmo – che il 20-40% di pazienti con diabete di tipo 1 sviluppi, nel corso della vita, la complicanza renale. Più in dettaglio, nel nostro studio, che ha avuto un periodo di osservazione relativamente breve di 5 anni, il 4.3% della popolazione ha sviluppato una riduzione del filtrato glomerulare ed il 18% un’aumentata escrezione urinaria di albumina”.

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