Coronavirus, viceministro Sileri: “Prolungare lo stato di emergenza non significa lockdown”

On. Pierpaolo Sileri: “Il rischio di lockdown può esserci in alcune aree dove si sviluppano dei focolai, ma si tratterebbe di lockdown chirurgici”

On. Pierpaolo Sileri

Roma, 23 luglio 2020 – Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulla situazione Covid in Italia. “Ribadisco che sono contro i bollettini giornalieri, che non riflettono un trend – ha affermato Sileri – Un bollettino deve essere spiegato. Questi numeri sono perfettamente in linea con i giorni precedenti. Inoltre bisogna vedere chi sono questi nuovi positivi, se sono frutto di campagne di screening. I posti letto in terapia intensiva continuano a calare. Sarei molto più preoccupato se improvvisamente avessimo focolai sparsi, difficilmente controllabili come sta accadendo in Spagna”.

Sul possibile prolungamento dello stato di emergenza. “Prolungare lo stato di emergenza non significa lockdown, non significa nulla di drammatico, significa avere la possibilità di uno strumento che consenta operazioni rapide laddove necessario. È uno strumento che dà flessibilità alla nostra azione, ma non cambia nulla rispetto a quello che stiamo facendo oggi, cioè una ripresa della normalità quasi totale. Il rischio di lockdown può esserci in alcune aree dove si sviluppano dei focolai, ma si tratterebbe di lockdown chirurgici”.

Sulla denuncia al premier Conte per epidemia colposa. “Non sono preoccupato. L’azione politica del governo è stata eccezionale. Ottima azione politica e discreta attività scientifica di alcuni, anche perché il virus non si conosceva. Lavori scientifici dimostrano che il lockdown ha salvato circa 600mila persone in Italia”.

Sul comitato tecnico scientifico. “Io rinnoverei completamente il comitato tecnico scientifico, inserendo alcuni specialisti come Pregliasco, Zangrillo, Galli, coloro che il virus lo hanno combattuto in prima linea. La loro esperienza sarebbe preziosa”.

Sulle spese per la sanità. “Benissimo tecnologia, costruire ospedali, anzi riaprire quelli che sono stati chiusi, però la priorità è sul personale: aumento dei salari per tutto il personale sanitario”.

Sulle raccomandazioni ai giovani e l’obbligo di mascherina. “Ai giovani dico: divertitevi con responsabilità. Le precauzioni ci sono: mascherine, distanza. Non voltatevi dall’altra parte. Mettetevi la mascherina in tasca, come il portafoglio, come un accessorio, quando all’aperto state troppo vicini, mettetevela così proteggete gli altri e se gli altri la mettono proteggono voi. Non serve un obbligo, a meno che l’epidemia non riparta in maniera severa. Certo, non posso dire ai ragazzi non abbracciatevi. Serve il buonsenso, il buonsenso è una mascherina in tasca, e tirarla fuori quando non si può mantenere la distanza”.

(fonte: Radio Cusano Campus)

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