Calcolosi della colecisti. Cause, sintomi e diagnosi

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Dott. Federico Messina

Perché si formano i calcoli della colecisti
La colecisti o cistifellea è una vescicola di forma allungata che si trova a livello del margine inferiore del fegato, collegata ad esso e alla via biliare principale, mediante un piccolo condotto, chiamato dotto cistico. La sua funzione principale è quella di serbatoio della bile prodotta nel fegato, che riversandosi nel condotto principale, giungerà nell’intestino contribuendo ai processi di digestione.

In alcuni casi, tuttavia, accade che i componenti della bile possono cristallizzare e indurirsi all’interno della cistifellea; si formano così i calcoli. Essi si possono sviluppare quando c’è troppo colesterolo nella bile prodotta dal fegato: l’80% dei calcoli infatti sono di colesterolo, mentre il restante 20% di sali di calcio e bilirubina.

Alcune patologie del sangue e la cirrosi epatica inoltre, inducendo il fegato a produrre più bilirubina del normale, causano la precipitazione dei sali biliari e dunque la formazione di calcoli.

È una condizione molto frequente?
La calcolosi della colecisti è una condizione piuttosto diffusa che interessa il 10%-20% della popolazione di età superiore ai quarant’anni, con il picco maggiore nei soggetti di età maggiore di 60 anni. È più frequente nelle giovani donne con età inferiore ai 40 anni con rapporto di 1:2 – 1:4 rispetto agli uomini.

fegatoLe cause dei calcoli della colecisti
I principali fattori predisponenti per l’insorgenza di calcoli biliari sono legati alla dieta ed includono anche:

  • Sovrappeso e obesità
  • Dieta ricca di grassi e colesterolo
  • Dieta povera di fibre
  • Rapida perdita di peso in breve tempo
  • Diabete mellito
  • Gravidanza
  • Origine indiana o messicano-americana
  • Storia familiare di calcoli biliari
  • Malattie del fegato
  • Assunzione di elevate quantità di alcolici
  • Assunzione di farmaci con alto contenuto di estrogeni
  • Assunzione di farmaci che contengono estrogeni, come i farmaci terapia ormonale

I sintomi dei calcoli della colecisti
I calcoli della colecisti possono persistere per diverso tempo senza dare alcun segno della propria presenza e spesso vengono diagnosticati casualmente in corso di indagini eseguiti per altri motivi.
I primi segni della loro presenza si avvertono sotto forma di quella che viene definita come colica biliare. Si inizia cioè ad avvertire tenue fastidio o dolore al fianco destro in particolare quando si mangiano alimenti fritti o ad alto contenuto di grassi.

Altri sintomi sono: mal di stomaco, eruttazione, diarrea, nausea e mal-digestione che spesso scompaiono dopo 2-4 ore dal pasto.
Nei casi più importanti, un calcolo depositandosi nel collo della cistifellea, può causare una infiammazione più seria, la colecistite, che si presenta con intenso dolore addominale nella regione superiore-destra, febbre, brividi, inappetenza e vomito verdastro.

La colecistite è una condizione infiammatoria da non trascurare poiché esiste il rischio fondato che evolva riempiendo la colecisti di pus (empiema) e che questo possa romperla riversandosi nella cavità addominale, determinando una peritonite biliare che è una condizione pericolosa per la vita.

In un numero minore di casi, i calcoli possono ostruire i condotti attraverso i quali scorre la bile, si noterà dunque una rapida colorazione giallastra della cute (ittero) e se malauguratamente anche il condotto che porta i succhi pancreatici fosse bloccato, si verifica anche un’infiammazione del pancreas (pancreatite), con intenso dolore addominale a sbarra sotto lo sterno, che richiede un immediato ricovero in ospedale.

Nella pratica clinica noto che spesso la colica biliare avviene in pazienti che non hanno calcoli, bensì quella che viene definita sabbia o fango biliare. Si tratta appunto di bile densa, non ancora cristallizzata a formare il calcolo, che però causa gli stessi disturbi di questi ultimi. Inoltre una volta verificatosi il primo episodio di colica biliare, aumenta la possibilità che possa verificarsi un secondo e così via fino alla necessità di trattare definitivamente la patologia.

Come si fa la diagnosi di calcoli della colecisti

Visita chirurgica: Quando i calcoli non hanno procurato sintomi, la visita medica può non rivelare segni clinici di preoccupazione, mentre nei casi di colecistite acuta è già sufficiente per porre una corretta diagnosi. Il riscontro infatti di una colorazione giallastra della pelle e degli occhi sarà un chiaro segno di ittero e se con le manovre cliniche si procura dolenzia e si avverte una sensazione di pastosità ai quadranti addominali superiori di destra, la diagnosi di colecistite acuta è pressoché certa.

Il completamento diagnostico con esami strumentali prevede l’esecuzione di:

  • Esami del sangue: Controllando i valori di Bilirubina e Transaminasi, si può valutare se ci sono problemi nella funzionalità del fegato. I valori dei globuli bianchi e PCR forniranno informazioni sufficienti a chiarire la eventuale presenza di infiammazione acuta.
  • Ecografia dell’addome: In pochi minuti con la sonda ad ultrasuoni è possibile inquadrare molto facilmente i calcoli presenti all’interno della colecisti, ricercare altri segni di infiammazione (ispessimento della parete o versamenti) e di patologie delle vie biliari (dilatazione o altri calcoli). È un esame che non utilizza radiazioni, non doloroso, ripetibile, di rapida esecuzione e con una elevata attendibilità: 90%.
  • TAC Addominale: È una metodica che comporta la somministrazione di un mezzo di contrasto e di una certa quantità di radiazioni, comunemente utilizzata per identificare masse del fegato. È considerata la tecnica di imaging più accurata utilizzata soprattutto quando obesità e gas intestinali bloccano gli ultrasuoni, impedendo un corretto esame ecografico. La TAC è meno utile dell’ecografia nell’identificare un’ostruzione biliare, ma spesso fornisce una migliore valutazione del pancreas e degli altri organi dell’addome.
  • La Colangio-RMN: È una Risonanza Magnetica focalizzata su fegato, vie biliari e pancreas. Viene utilizzata nei casi in cui l’ecografia ponga il sospetto di una patologia calcolosa oppure neoplastica delle vie biliari o del pancreas, in questi casi questa forma di risonanza magnetica permette di visualizzare l’anatomia delle vie biliari offrendo utili informazioni per una corretta diagnosi.
  • ERCP: È un test piuttosto invasivo che combina l’endoscopia con l’acquisizione di immagini mediante un contrasto iniettato nei dotti biliari e pancreatici. In pratica consiste nell’eseguire una gastroscopia durante la quale l’operatore va a ricercare l’orifizio di sbocco nel duodeno, del dotto bilio-pancreatico. Dopo averlo incannulato, inietta un liquido di contrasto che disegna l’albero biliare diagnosticando la presenza di calcoli o masse. Questa procedura ha il vantaggio di essere anche curativa poiché nel corso della stessa procedura, attraverso delle strumentazioni endoscopiche è possibile liberare il dotto biliare estraendo calcoli e il fango biliare in esso contenuti. Si tratta tuttavia di un intervento endoscopico vero e proprio che presenta dei rischi e pertanto usato soprattutto per curare le lesioni ostruttive della via biliare tra cui:
    • Rimozione di calcoli del dotto biliare
    • Posizionamento di protesi nelle ostruzioni infiammatorie o maligne

I calcoli della colecisti possono portare al cancro?
Anche se il cancro della colecisti è molto raro, studi clinici hanno dimostrato che soggetti con una lunga storia di calcoli biliari hanno un aumentato rischio di tumore della cistifellea.

Come si trattano i calcoli della colecisti
La calcolosi della colecisti non sintomatica, può essere trattata con un approccio conservativo ed il chirurgo di fiducia potrà fornire i consigli necessari a correggere la dieta, lo stile di vita ed eventualmente prescrivere farmaci. Nel caso di malattia sintomatica o complicata, il chirurgo valuterà il grado di compromissione della funzionalità della colecisti e deciderà quando offrire l’unica opzione di cura possibile: l’intervento chirurgico.

Federico Messina

Federico Messina

Specialista in Chirurgia Generale. Proctologia. Chirurgia Colorettale Laparoscopica e Robotica. Chirurgia e Riabilitazione dei Disturbi del Pavimento Pelvico. Esperto in Health Economics Policy and Management. Dirigente Medico di Chirurgia Generale presso USL di Ferrara. Consultant Surgeon NHS Londra

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14 Risposte

  1. Eleonora scrive:

    Buonasera dottore, una settimana fa sono stata operata di colecistectomia. Ieri notte ho avuto una piccola colica durata 5 minuti e poi passata da sola. Mi sto preoccupando che possano esserci ancora calcoli nei dotti biliari. È un’evenienza possibile oppure durante l’intervento sarebbero stati evidenziati?
    È il caso di fare ulteriori accertamenti?
    Grazie

  2. Anna scrive:

    Buongiorno, sono incinta e ho scoperto di avere dei calcoli alla cistifellea. Cosa non devo mangiare per non aggravare la situazione? Grazie

  3. Giulia scrive:

    Ho i calcoli alla colecisti, desidero sapere se le feci chiare, la cattiva digestione, l’aria addominale, l’acido nello stomaco sono disturbi portati da questa anomalia del fegato. Grazie

  4. Mouhamed scrive:

    Salve, vorrei sapere, ho calcoli cistifellea, mio valore lipasi era 54, dopo 10 giorni ho fatto dieta, adesso 51. E’ normale? Ho 33 anni

  5. Mouhamed scrive:

    Salve vorrei sapere dopo intervento si può fare digiuno come tempo di Ramadan?

  6. Tiziana Del buono scrive:

    Salve, vorrei sapere se è normale che un ragazzo di 15 anni abbia un calcolo alla cistifellea e se c’è una terapia per espellerlo oppure l’unico rimedio sarebbe l’intervento? Grazie

  7. Christian scrive:

    Salve, volevo sapere se quando ti fanno le analisi del sangue preoperatorie x rimuoverti un calcolo biliare possono scoprire se 2 giorni prima hai fatto uso di stupefacenti

  8. Claudia scrive:

    Buongiorno, avrei una domanda se possibile. In seguito a dei fastidi nella parte destra dell’addome, a novembre ho eseguito una eco che ha rilevato la colecisti contenente fini echi mobili da bile densa. Il medico di famiglia mi ha prescritto il litoff 450 mg. Le transaminasi erano nella norma. Mi può dire se il trattamento e giusto? Non avevo il coraggio di assumere il litoff per paura delle conseguenze che può avere sul fegato. I sintomi ad oggi sono gli stessi. Grazie

  9. Cristina H. scrive:

    Oggi referto eco: numerose concezionelitaisiche, epatocoledoco e vie biliari intraepatiche regolare. Devo operarmi per togliere cistifellea? Grazie

    • Dott. Federico Messina scrive:

      Gentilissima Cristina H.
      Il suo referto ecografico evidenzia con certezza una calcolosi della colecisti.
      Per ricevere una corretta informazione e indicazione al trattamento chirurgico è fondamentale la visita del suo medico di famiglia e del suo chirurgo di fiducia così da discutere con quest’ultimo dei suoi disturbi e delle possibili soluzioni chirurgiche.

  10. Cristina scrive:

    Salve, vorrei sapere se dopo l’asportazione della cistifellea ci sono problemi di vita o sentirò qualche disturbo. Come sarà la mia vita senza quest’organo? Sono un po’ spaventata. Grazie

    • Dott. Federico Messina scrive:

      Gentilissima Signora Cristina, la cistifellea è un organo rudimentale con funzione di cisterna di raccolta per cui la sua rimozione ha poco o nessun effetto sulla digestione, questo perché la bile prodotta dal fegato continua a passare attraverso i dotti biliari e raggiunge il duodeno per digerire i grassi contenuti nel cibo. Vorrei dunque tranquillizzarla che in ogni caso in un paziente portatore di calcoli della colecisti e che magari ha già avuto delle coliche biliari, la colecisti ormai non è più un organo funzionale. Grazie

  11. Emma scrive:

    Asportazione colecisti: quali sono i postumi?

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