Anaao Assomed: “Il rinnovo del contratto dei medici e dirigenti sanitari non sarà un pranzo di gala”

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Massimo Garavaglia, Presidente del Comitato settore per la Sanità: “Risorse limitate per il prossimo contratto. Atto di indirizzo entro giugno”

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Dott. Costantino Troise

Roma, 4 maggio 2016 – L’intervista che ha rilasciato al mensile dell’Anaao Assomed Massimo Garavaglia, presidente del Comitato di Settore cui spetta emanare l’atto di indirizzo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) è istruttiva. Sia perché conferma la irrisorietà delle risorse economiche messe a disposizione del comparto sanità, e quindi del medici e dirigenti sanitari dipendenti, sia perché espone in pillole il pensiero e il programma del Comitato che presiede.

Programma che appare decontestualizzato, fuori dal tempo, come se non venissimo da 7 anni di vuoto contrattuale che hanno taglieggiato le retribuzioni di Medici e dirigenti sanitari, da un blocco feroce del turnover che ha aumentato la loro età media al punto da costringerli, unici al mondo, al lavoro notturno fino a 70 anni, da milioni di ore di eccedenze del debito orario contrattuale non retribuite, grazie alle quali è stato impedito il collasso dei servizi sanitari e la migrazione di massa dei malati verso paesi stranieri, come fa l’Inghilterra. Esplicito nei cambiamenti da chiedere quanto oscuro sui cambiamenti da dare, Garavaglia esprime una logica unilaterale dello scambio contrattuale che affida ai rapporti di forza la soluzione dei problemi sul tappeto.

Per rispondere alle esigenze dettate dalla normativa europea sull’orario di lavoro, si preannunciano, con buona pace dei giovani, invece che nuove assunzioni, richieste di deroghe per prorogare un modello organizzativo fondato sull’uso intensivo del lavoro dei professionisti, come se fosse l’unico che le Regioni sono in grado di reggere. Oltre all’elenco dei tagli inferti dal Governo, e puntualmente scaricati sulla sanità pubblica, ed alla mitologia dei costi standard, lascia intravvedere Regioni impegnate nel solito piano di centralizzazione degli acquisti e di taglio delle strutture semplici e complesse, tutte rigorosamente del SSN, che si guardano bene dall’effettuare il riordino della rete ospedaliera, necessario ma costoso sul piano elettorale.

Lo scenario che ci prospetta è una legittimazione del presente, fatto di deregulation imperante, assenza di relazioni sindacali, poche risorse economiche aggiunte e molte sottratte ai fondi contrattuali, cassa continua di Regioni non paghe di una applicazione ultra legem dei provvedimenti di Tremonti, un arricchimento illecito a scapito delle condizioni di lavoro dei dipendenti e dei diritti dei cittadini. E fiumi di parole su merito, produttività ed efficienza che vuol dire “zitti e lavorate”.

Se il buongiorno si vede dal mattino, il rinnovo del CCNL non sarà una passeggiata. E si capisce come e perché le Regioni, dopo avere normalizzato il costo della mitica siringa, si accingano a fare lo stesso con quello del lavoro dei professionisti, inseguendo uno standard di personale al ribasso e con meno tutele, con in mente l’idea di ospedali come caserme o catene di montaggio.

No, il rinnovo del CCNL non sarà un pranzo di gala.

Dott. Costantino Troise
Segretario Nazionale Anaao Assomed

Di seguito, l’intervista a Massimo Garavaglia: Intervista Massimo Garavaglia

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2 Risposte

  1. Avatar patrizia ha detto:

    La nostra categoria non è compatta. Ogni medico pensa alla piccola o grande libera professione e quindi ha poco interesse a partecipare alle richieste contrattuali che poi si ripercuotono in disagi lavorativi di ogni tipo. Penso che chi a scelto di lavorare solo per la struttura pubblica dovrebbe essere ascoltato seriamente non solo per la parte economica, ma anche e soprattutto per la pianificazione dei turni, delle attrezzature, degli aggiornamenti.
    L’Ordine dei medici è latitante con i suoi iscritti sotto tutti i punti di vista: ci sono medici non piu’ giovani che ancora ricoprono ruoli da tirocinanti, adattandosi alle piu’ umilianti occasioni lavorative. I medici ospedalieri dovrebbero riallacciare seri contatti con i medici di base che dovrebbero avere il piacevole obbligo di stare in ospedale quando non sono a studio, e gli ospedalieri non dovrebbero estrapolare dall’ospedale i pazienti per… seguirli negli studi esterni.
    So che scrivo cose spiacevoli, credo che la verità a volte è amara, ma se vogliamo ridare la giusta luce alla nostra categoria ci dobbiamo riappropriare della vera ragione dell’essere medico. E’ umiliante aspettare un contratto per avere 100/200 euro in piu’ e sentirsi sempre il dito puntato dal Tribunale del malato, il piu’ delle volte in modo del tutto arbitrario e ingiusto, tanto da lavorare in modo difensivo. Stiamo attenti, perché se continuiamo così ci tolgono la professione dalle mani in tutti i sensi, già adesso il medico di base è diventato un burocrate amministrativo e il medico ospedaliero deve aspettare il filtro della visita dell’infermiere professionale, perchè mancano i medici.
    Riflettiamo e parliamoci perché questa è proprio una lotta fra poveri.

  2. Avatar Roberto Pagni ha detto:

    Sciopero ad oltranza. Vero. Assicurate solo le emergenze(codici rossi). Dopo due giorni vengono a piangere in ginocchio. Levare il San alle Regioni.

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