Allarme carne rossa, il commento di Umberto Veronesi

“Il maggiore problema nel trattare l’emergenza cancro, è riuscire a identificare tutte le cause di questa malattia”. È quanto afferma il prof. Umberto Veronesi sulla questione carni rosse, nelle sue dichiarazioni all’Ansa

Veronesi primo piano

Prof. Umberto Veronesi – Direttore Scientifico Emerito dell’Istituto Europeo di Oncologia

Milano, 31 ottobre 2015 – “L’annuncio diffuso i giorni scorsi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla cancerogenità della carne trattata e rossa segna un passaggio di grande importanza che tuttavia non ci coglie di sorpresa. In realtà sappiamo da tempo che esiste un legame causa-effetto tra il consumo di carni rosse, soprattutto se lavorate, e tumori del colon. Io stesso da oltre 20 anni non mi stanco di ripeterlo ai Congressi, agli incontri divulgativi e ogni volta che ne ho l’occasione.

Basta pensare che già nel 1987 il Codice Europeo contro il Cancro – dieci raccomandazioni di prevenzione diffuse dalla Commissione Europea per ridurre del 20 % la mortalità per cancro in Europa entro l’anno 2000 – riportava l’invito a mangiare più vegetali e cereali, e raccomandava di limitare il consumo dei grassi contenuti principalmente nella carne. Lo studio dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) pubblicato ora su Lancet Oncology non fa altro che confermare la nostra conoscenza, riunendo e analizzando i risultati di numerosi studi epidemiologici che già andavano in questa direzione.

Aver identificato una nuova sostanza come fattore cancerogeno è sempre una buona notizia dal punto di vista scientifico perché aggiunge conoscenza e migliora la prevenzione. Non si tratta dunque della vittoria di una parte sull’altra, ovvero dei vegetariani contro i carnivori, ma di un passo avanti della Ricerca. Il maggiore problema nel trattare l’emergenza cancro, infatti, è proprio riuscire a identificare tutte le cause di questa malattia. La Ricerca potrà dire di aver vinto la sua lotta contro i tumori non tanto quando avrà trovato un singolo farmaco rivoluzionario, ma quando sarà in grado di non fare ammalare più le persone, e questo obiettivo si potrà realizzare solo una volta che avremo trovato tutte le cause all’origine dei tumori”.

Prof. Umberto Veronesi

fonte: ufficio stampa

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