Se non si fumasse più, il carcinoma polmonare diventerebbe una malattia rara

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L’oncologia polmonare si è data appuntamento a Milano con “The Bridge – Bridging the present and the future”

fumo-e-alcolMilano, 10 maggio 2016 – L’oncologia del presente si è dato appuntamento a Milano per stabilire un ponte con il futuro. Si è concluso oggi “The Bridge – Bridging the present and the future”, evento che ha riunito i maggiori esperti italiani e internazionali di oncologia polmonare con rappresentanti di tutte quelle competenze la cui interazione risulta fondamentale per un trattamento efficace della malattia tumorale.

Conduttore di questa due giorni milanese è stato il prof. Giorgio Scagliotti, oncologo di fama internazionale nonché presidente eletto di IASLC – International Association for the Study of Lung Cancer.

Sono state affrontate tematiche centrali dell’oncologia polmonare come i traguardi raggiunti, il progresso tecnologico e il suo impatto sulla società e sulla pratica clinica e il futuro della professione medica e il valore della vita umana.

Obiettivo dell’evento, la redazione di un Working Paper dell’oncologia polmonare di domani”, documento volto a fotografare le esigenze e a evidenziare le aree di miglioramento, le opportunità e le aspirazioni della popolazione medico-oncologica italiana.

L’oncologia sta attraversando una fase cruciale di innovazione diagnostica e terapeutica. Con una malattia che in Italia nel 2013 ha registrato 38.460 nuovi casi, all’incirca corrispondenti a più di 100 nuove diagnosi al giorno, aumentano i dati di sopravvivenza in funzione dell’anticipo della diagnosi e dell’efficacia delle cure. La sopravvivenza, per maschi e femmine, del tumore polmonare a 5 anni dalla diagnosi è in media del 17%. La neoplasia polmonare rappresenta, ancora oggi, la prima causa di morte tumorale tra i maschi, mentre nelle donne è inferiore seppur in costante crescita. Nel 2013 le morti stimate per cancro al polmone sono state 8.320 per le donne e 22.830 per gli uomini.

Un progresso nel trattamento delle neoplasie è stato determinato dall’immunoterapia che ha permesso la realizzazione di terapie-target personalizzate. Queste, nel futuro, potrebbero consentire di cronicizzare diverse malattie neoplastiche anche molto aggressive e in fase avanzata.

La scienza ha, quindi, il passo veloce e per seguirla bisogna avere gli strumenti giusti, ovvero mettere in relazione i progressi scientifici nel campo della ricerca con il perfezionamento delle tecnologie emergenti e lo studio clinico dei pazienti in modo da costruire una vera e propria rete di conoscenze della malattia.

Se non si fumasse più, il carcinoma polmonare diventerebbe una malattia rara. Il dato è emerso questa mattina durante i lavori di The Bridge. Il carcinoma polmonare rappresenta, ancora oggi, la prima causa di morte tumorale: è responsabile ogni anno di un milione e trecentomila decessi per cancro a livello mondiale, ovvero più di quanto causato da neoplasia del colon, mammella e prostata messi insieme. In Italia ogni anno si registrano oltre 40 mila nuovi casi di carcinoma polmonare.

È il fumo di sigaretta il principale fattore di rischio: ben l’80-85% della popolazione colpita da questa patologia è (o è stato) un fumatore. Questo significa che con l’abbandono della sigaretta il carcinoma polmonare diverrebbe una patologia rara.

In Italia il 64% dei fumatori ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni: più del 70% accende la prima sigaretta tra i 15 e i 20 anni. A preoccupare sono i baby fumatori: ben il 13% inizia a fumare prima dei 15 anni, ed il 46% prima dei 17 anni. Per questo è fondamentale la prevenzione soprattutto tra i giovanissimi e tra gli adolescenti, come ha sottolineato oggi in chiusura di The Bridge, la prof.ssa Silvia Novello, Professore Associato presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino nonché presidente di WALCE – Women Against Lung Cancer in Europe, intervenuta oggi a The Bridge.

“Dobbiamo puntare – ha spiegato la Presidente – sulla prevenzione primaria in questa fascia di età e questo è uno dei primi obiettivi per società scientifiche come AIOM e associazioni pazienti come WALCE, che disegnano e promuovono campagne di sensibilizzazione e prevenzione per i giovanissimi con programmi personalizzati e adeguati”.

fonte: ufficio stampa

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