Ddl Lorenzin, AIFI: “Osteopati e Chiropratici non sono professionisti della sanità”

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L’Associazione italiana fisioterapisti si appella ai Senatori chiedendo di modificare i contenuti del disegno di legge Lorenzin, che punta a creare due nuove professioni sanitarie senza le necessarie garanzie per la salute dei cittadini. Il presidente AIFI Tavarnelli dichiara che non è stato rispettato il percorso previsto dalla legge

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On. Beatrice Lorenzin

Roma, 10 maggio 2016 – Il testo del disegno di legge Lorenzin contiene “inopportuni articoli, che mirano all’istituzione di nuove professioni sanitarie” ma “in palese inosservanza delle giuste disposizioni previste dalla Legge 43 del 2006”. È netto e negativo il giudizio dei fisioterapisti italiani sui contenuti del progetto di legge 1324, cosiddetto Ddl Lorenzin, che dovrebbe istituite albi e garantire professionalità e riconoscibilità ai professionisti della sanità in Italia.

In vista dell’avvio del dibattito al Senato, il presidente nazionale dell’AIFI, Associazione italiana fisioterapisti, Mauro Tavarnelli, ha deciso di rivolgersi con una lettera direttamente ai senatori per sottolineare i rischi per la salute dei cittadini derivanti dagli articoli 4 e 12 che istituiscono due nuove professioni sanitarie: “l’osteopata” e il “chiropratico”.

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Dott. Mauro Tavarnelli

Si tratta di pratiche che sono state riconosciute come professioni sanitarie solo in una decina di paesi in tutto il mondo e che non hanno alcuna evidenza scientifica dei risultati: le tecniche di “terapia manuale” con cui osteopati e chiropratici sostengono di poter curare patologie anche molto gravi e complesse, (dall’asma, ai problemi articolari fino alle coliche o le otiti) non hanno mai avuto alcun riscontro comprovabile e rischiano di essere anche dannose quando effettuate senza alcuna diagnosi medica.

Osteopati e chiropratici, formati senza alcuna certificazione, in scuole non regolamentate per la formazione sanitaria a livello ministeriale, sono promossi a professionisti della sanità “senza rispettare il percorso di validazione scientifica già previsto dalla legge, proprio a tutela della salute dei cittadini e a garanzia di quella affidabilità scientifica che giustifica l’istituzione di una professione sanitaria”.

Una legge nata per evitare l’odioso fenomeno dell’abusivismo professionale nella sanità rischia invece di innescare una sorta di “sanatoria” per quei soggetti che fino ad oggi hanno lavorato in assenza di controlli e di titolo abilitante all’esercizio di professione sanitaria, operando non in virtù di “titoli” relativi ad una formazione sanitaria pregressa, che non è mai esistita in Italia, ma utilizzando esperienze formative svolte in ambiti privi di alcuna regolamentazione o riconoscimento ministeriale. Osteopati e chiropratici diverrebbero quindi dei professionisti riconosciuti, ma senza aver mai in realtà conseguito alcun titolo abilitante e senza “poter vantare esperienze cliniche pregresse” perché, “trattandosi di attività sanitarie, sarebbero state condotte in evidente esercizio abusivo da soggetti privi di abilitazione”.

Nella lettera l’AIFI chiede quindi ai senatori d’intervenire, evitando di creare un pericoloso precedente, e di trasformare una normativa attesa da più di 500.000 professionisti in un rischio per la salute dei cittadini e per la credibilità del sistema sanitario del paese.

fonte: ufficio stampa

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