Malattie Sessualmente Trasmissibili e Papilloma Virus, le sfide per i dermatologi italiani

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Il comportamento sessuale è tra le 8 cause principali di disabilità della popolazione europea. Sifilide in crescita e HPV un pericolo concreto anche per la popolazione maschile. Si chiude a Treviso il Congresso ADOI, che ha affrontato i temi più attuali della professione

sala-Congresso-ADOITreviso, 21 settembre 2015 – Nel corso del 54mo Congresso Nazionale dei Dermatologi Italiani (ADOI) si è celebrato l’anniversario dei 15 anni di attività del Gruppo di Studio dell’AIDS e delle Malattie Sessualmente Trasmissibili (GIAMST), creato e coordinato ancora oggi dal prof. Valenzano. Spesso si dimentica che sono proprio i dermatologi ad essere i primi medici coinvolti nell’identificazione e la cura delle MST.

Secondo un’indagine effettuata dal GIAMST (Rapporto Statistico 2014) le malattie genitali rappresentano ormai il 15% delle patologie affrontate dai dermatologi, e di queste il 31% sono MST. Nel 78% dei casi queste malattie vengono diagnosticate correttamente dai medici già ad una prima analisi clinica, prima di essere confermata dagli esami di laboratorio, consentendo un inizio immediato delle terapie e della prevenzione.

Gli stili di vita moderni, le migrazioni e in generale la facilità di viaggio, l’aumento dell’omosessualità e della promiscuità sessuale hanno fatto sì che le MST rappresentino un grave problema di salute pubblica, con implicazioni anche economiche importanti (basti pensare che oggi la terapia per l’HIV è la seconda causa di spesa sanitaria, dopo i farmaci tumorali). Nel mondo ci sono 500 milioni di nuovi casi di infezioni l’anno (dati WHO 2013). I 12 centri “sentinella” in Italia (tra cui anche quello di Treviso) hanno evidenziato come dal 2000 ci sia stata una costante crescita di queste malattie, negli ultimi 5 anni sono aumentate del 20-25%. A essere colpiti sono soprattutto gli uomini e, mentre gli stranieri residenti nel Paese hanno un livello stabile, a segnalare l’incremento sono proprio le MST tra gli italiani. Si amplia anche la fascia di età in cui si fa sesso, ormai dai 9 ai 70 anni, e ad essere più colpiti da queste malattie sono proprio i più giovani e i più anziani.

Significativo da questo punto di vista è il ritorno della sifilide che spesso, e ancor più delle altre MST, favorisce anche la trasmissione dell’HIV. Anche la scabbia è in aumento, dovuta non solo alla presenza di migrazioni dall’Africa, ma anche al sempre più diffuso turismo sessuale e a falsi centri “massaggi” che sono grande ricettacolo di parassiti e batteri.

Una sfida sempre più importante è poi quella rappresentata dal virus HPV, meglio conosciuto come Papilloma Virus, considerato il primo responsabile dello sviluppo dei tumori della cervice. Negli ultimi anni una campagna importante ha vaccinato gratuitamente molte giovani donne (un grande risultato del nostro sistema sanitario, considerando che il vaccino costa 300 euro a dose), ma i dati sono comunque allarmanti, non solo sul versante femminile ma anche su quello maschile: l’HPV sembra infatti responsabile di tutta una serie molto più ampia di tumori.

Gli studi più recenti segnalati dall’ISS mostrano che nei maschi il livello di infezione genitale è del 50%. Il cancro anale ha toccato i 45mila casi l’anno e sono in crescita malattie prima abbastanza rare, come il cancro del pene, con 1.000 casi l’anno. Anche i tumori testa-collo hanno numeri importanti (13mila casi maschili e 2500 femminili l’anno) e anche in questo caso il virus HPV gioca un ruolo importante: ad esempio, la diffusione del sesso orale ha portato il virus anche nella cavità orale e un tumore orofaringeo su tre si può addurre all’HPV. Per questo a livello medico si parla sempre più dell’opportunità di una vaccinazione su larga scala contro l’HPV.

fonte: ufficio stampa

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