Covid-19, in Italia letalità 12 volte maggiore rispetto ad altri Paesi. Eliminazione del virus in 21 giorni, non 14

Prof.ssa Susanna Esposito, WAidid: “Contagio inarrestabile se non si effettuano tamponi per tracciare. Una parte di positivi in Italia circola liberamente perché non sa di essere positiva e un’altra parte esce di casa ancora positiva dopo la quarantena domiciliare di 14 giorni perché nessuno controlla che il tampone si sia negativizzato”

Roma, 12 marzo 2020 – Una letalità fino a 12 volte maggiore rispetto ad altri Paesi, e comunque la più alta del mondo, è quella che sta facendo registrare in Italia Covid-19. A contribuire a questo tragico primato sono l’eterogeneità dei trattamenti in tutto il territorio e la scarsa tracciabilità dei casi positivi asintomatici a cui non viene effettuato il tampone nonostante siano stati a stretto contatto con uno o più pazienti accertati, contribuendo in modo inarrestabile alla crescita del contagio.

Questo il monito dell’Associazione Mondiale delle Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid), presieduta dalla Professoressa Susanna Esposito, che lancia un forte appello per combattere la pandemia, anche sulla base dell’esperienza degli esperti cinesi.

“Diagnosi precoce, isolamento e trattamento sono i cardini per tenere a bada l’epidemia. Ma la tracciabilità si rivela fondamentale – ha dichiarato la Professoressa Susanna Esposito, Presidente WAidid e Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma – I positivi asintomatici o paucisintomatici continuano a mantenere alta la circolazione del virus e recenti dati pubblicati su The Lancet dimostrano come la mediana dell’eliminazione virale sia di 21 giorni e non di 14 giorni1. Ciò significa che una parte di positivi in Italia circola liberamente perché non sa di essere positiva e un’altra parte esce di casa ancora positiva dopo la quarantena domiciliare di 14 giorni perché nessuno controlla che il tampone si sia negativizzato”.

Prof.ssa Susanna Esposito

“Ritengo sia corretto invitare la popolazione a stare a casa, ma non basta – sottolinea Esposito – È essenziale che ai contatti stretti di casi positivi sia effettuato il tampone per la ricerca di COVID-19, cosa che finora è avvenuta in una assoluta minoranza di situazioni. Medici, infermieri e operatori sanitari ogni giorno curano decine di malati COVID-19 positivi senza alcun tipo di controllo. Lo stesso vale per i familiari di casi positivi che non presentano alcun sintomo, ma che in realtà possono essere infetti da COVID-19 e continuare a contagiare. Inoltre, molto importante è rivedere, e continuamente aggiornare a seconda delle evidenze progressivamente disponibili, la modalità di trattamento, che ad oggi risulta essere differente tra un Centro e l’altro”.

Quella del Covid-19 è una pandemia globale, così l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha definita l’11 marzo 2020 a seguito di migliaia di casi nel mondo e della crescita esponenziale di contagio che il nuovo Coronavirus sembra destinato ad avere.

Bibliografia
1https://www.eurekalert.org/pub_releases/2020-03/tl-pss030920.ph

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