Ictus, una miniproteina dimezza il danno cerebrale anche ore dopo l’ischemia
SIMBA2 è una miniproteina che, nei modelli preclinici, riduce fino al 50% il danno cerebrale dopo l’ischemia, anche quando somministrata a distanza di ore dall’evento. La ricerca, coordinata dall’Università Statale di Milano e dall’Istituto Mario Negri IRCCS, apre una nuova prospettiva per lo sviluppo di strategie neuroprotettive e individua un possibile biomarcatore del danno neuronale nell’enzima JNK3. Lo studio è stato pubblicato su Cell Death & Disease
Milano, 28 settembre 2026 – Una miniproteina capace di ridurre fino al 50% il danno cerebrale dopo un ictus ischemico, anche quando somministrata a distanza di ore dall’evento: è il risultato ottenuto dallo studio su SIMBA2 (Synthetic Interfering Mini β-Arrestin2), pubblicato sulla rivista Cell Death & Disease.
La molecola è il risultato del percorso di ricerca coordinato dalla prof.ssa Tiziana Borsello, docente di anatomia umana presso l’Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari “Rodolfo Paoletti”) e ricercatrice dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e Chief Scientific Officer di PepTiDa Srl. SIMBA2 è stata progettata per bloccare selettivamente JNK3, un enzima coinvolto nella cascata di morte neuronale innescata dall’ischemia cerebrale.
In un modello preclinico di ictus ischemico indotto su modello murino, l’effetto neuroprotettivo si mantiene anche quando il trattamento viene somministrato fino a tre ore dopo l’esordio dell’ischemia e con una protezione che persiste e resta misurabile a distanza di sette giorni. Gli animali trattati mostrano una minore perdita neuronale, una maggiore preservazione delle sinapsi e un migliore recupero delle funzioni sensorimotorie.
Inoltre, lo studio apre una seconda prospettiva di interesse clinico: JNK3 come possibile biomarcatore del danno neuronale. Nei modelli sperimentali, JNK3 viene misurato a livello periferico nel sangue e la sua diminuzione correla con la neuroprotezione di SIMBA2.
“SIMBA2 rappresenta il risultato di un percorso di ricerca costruito in circa 10 anni di lavoro e dell’integrazione di competenze scientifiche dei diversi team di ricerca – sottolinea la prof.ssa Tiziana Borsello – I risultati ottenuti ci permettono oggi di guardare con interesse alla possibilità di trasformare una scoperta di base in un percorso di sviluppo di nuove strategie terapeutiche per l’ischemia cerebrale, che rappresenta un’esigenza clinica ancora priva di una risposta terapeutica adeguata”.
Lo sviluppo di SIMBA2 è il risultato di un percorso complesso che ha integrato competenze e contributi complementari provenienti da diversi gruppi di ricerca: quello di progettazione del design computazionale del dott. Nunzio Perta, ricercatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e dell’Università Politecnica delle Marche, e del prof. Domenico Raimondo, dell’Istituto Pasteur Italia – Fondazione Cenci Bolognetti e Università Sapienza di Roma, quello sulla sintesi e interazione molecolare e quello di validazione biologica di Tiziana Borsello, presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari “Rodolfo Paoletti” dell’Università degli Studi di Milano e il dipartimento di Neuroscienze dell’Istituto Mario Negri IRCCS, con il contributo del dipartimento di Ricerca Danno Cerebrale e Cardiovascolare Acuto dell’Istituto Mario Negri IRCCS per i modelli sperimentali di ischemia.




