Volontario ucciso in Siria. Rocca, CRI: “Tutte le parti devono rispettare gli operatori umanitari”

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Avv. Francesco Rocca

Roma, 31 marzo 2017 – “In Siria si è oltrepassato ogni limite: per l’ennesima volta dobbiamo piangere la morte di un volontario della Mezzaluna Rossa Siriana (SARC), Firas Al-Hussein, che è stato ucciso mentre prestava la sua opera di soccorso, lunedì 27 marzo, nella zona di Al-Tabaqa, nel governatorato di Raqqa”, queste le prime parole di commento del Presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, alla tragica notizia della morte del volontario siriano.

“Voglio esprimere a nome della Croce Rossa Italiana le nostre condoglianze e la nostra vicinanza in questo momento drammatico alla famiglia di Firas, ai suoi amici, ai suoi cari e a tutti i volontari della Mezzaluna Rossa. Con la morte di Firas, lo sconvolgente tributo di sangue pagato dai nostri volontari in Siria dall’inizio del conflitto arriva a 71, di cui 63 della Mezzaluna Rossa Siriana e 8 di quella Palestinese. Il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ribadisce la sua richiesta che tutte le parti in conflitto rispettino le regole del diritto internazionale umanitario, tra cui ovviamente la protezione degli operatori umanitari. Basta sparare sui civili, sugli operatori umanitari, sulle strutture sanitarie: anche le guerre hanno delle regole che devono essere rispettate e spetta a tutti gli stati, a chiunque abbia influenza sul terreno, fare pressione perché questa strage finisca”, ha concluso Francesco Rocca.

fonte: ufficio stampa

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