Viva! 2016. Tutti a scuola di rianimazione cardiopolmonare al Policlinico Gemelli

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Roma, 17 ottobre 2016 – Nuovo appuntamento al Gemelli con la campagna “VIVA! la settimana della rianimazione cardiopolmonare”, promossa da Italian Resuscitation Council (IRC), che si svolgerà quest’anno dal 17 al 23 ottobre con lo scopo di migliorare la conoscenza e la formazione dei cittadini e degli operatori sanitari alla rianimazione cardiopolmonare. La campagna come sempre coinvolgerà le diverse fasce della popolazione italiana circa la rilevanza dell’arresto cardiaco improvviso e l’importanza di conoscere e sapere eseguire le manovre che possono salvare la vita di coloro che ne sono colpiti: manovre semplici, sicure, che chiunque anche senza una preparazione sanitaria specifica è in grado di attuare.

Per tale occasione, la hall del Policlinico Gemelli si trasformerà, martedì 18 e mercoledì 19 ottobre, dalle 9.00 alle 13.00, in una grande aula dedicata all’addestramento a queste manovre salvavita con il team di medici dell’Istituto di Anestesiologia e Rianimazione dell’Università Cattolica, diretto dal prof. Massimo Antonelli.

“Mostreremo agli studenti e al pubblico presente le manovre da praticare in caso di arresto cardiorespiratorio – spiega Claudio Sandroni, membro dell’International Liaison Commitee on Resusctation (ILCOR) e ideatore del progetto – con l’ausilio di video e poster didattici e con la possibilità di esercitarsi praticamente”. Al termine delle esercitazioni ci sarà una gara tra i partecipanti con la premiazione del miglior soccorritore.

“In Europa l’arresto cardiaco – spiega Andrea Scapigliati, Dirigente Medico Cardioanestesia e terapia intensiva cardiochirurgica (UOC) del Policlinico Gemelli e Vice Presidente di Italian Resuscitation Council (IRC) – colpisce ogni anno più di 500.000 persone. Quando si ferma la circolazione del sangue, ciò provoca un’immediata mancanza di ossigeno al cuore e al cervello e – in assenza di rianimazione cardiopolmonare-nel giro di pochi minuti questi organi vengono danneggiati irrimediabilmente. Se i testimoni di un arresto cardiaco – continua Scapigliati – iniziano la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza, le possibilità di sopravvivenza della vittima aumentano di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata”.

fonte: ufficio stampa

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