Virus senza confini: il caso Hantavirus riaccende i riflettori sulla sanità pubblica internazionale

La posizione della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica: “Fondamentale investire e rafforzare continuamente i sistemi di sorveglianza sanitaria. Solo attraverso reti di sorveglianza integrate, collaborazione internazionale e costante aggiornamento scientifico è possibile garantire la sicurezza sanitaria e prevenire l’insorgenza di nuove emergenze”

Dott. Enrico Di Rosa

Roma, 4 maggio 2026 – “In merito alla notizia dei casi di Hantavirus segnalati su una nave da crociera, è opportuno ricordare brevemente che si tratta di un virus trasmesso principalmente all’uomo attraverso il contatto con roditori infetti o con i loro escrementi. Le infezioni possono causare sindromi anche gravi, come la febbre emorragica con sindrome renale o la sindrome polmonare da Hantavirus, sebbene si tratti di eventi rari nei Paesi europei”, dichiara il dott. Enrico Di Rosa, Presidente della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI).

“Allo stato attuale, non vi sono motivi di particolare preoccupazione per la popolazione generale: la trasmissione interumana è estremamente rara e difficilmente sostenuta – prosegue Di Rosa – Tuttavia, episodi come questo richiamano l’importanza di mantenere alta l’attenzione nei confronti delle malattie infettive. In un mondo globalizzato, dove persone e merci si muovono rapidamente, i patogeni non conoscono confini e richiedono sistemi di sorveglianza e prevenzione sempre vigili ed efficaci”.

“È fondamentale investire e rafforzare continuamente i sistemi di sorveglianza sanitaria. Strumenti efficaci di monitoraggio, diagnosi precoce e risposta rapida consentono di individuare tempestivamente eventuali casi di infezione da Hantavirus e di limitarne la diffusione. In un contesto globale sempre più interconnesso, solo attraverso reti di sorveglianza integrate, collaborazione internazionale e costante aggiornamento scientifico è possibile garantire la sicurezza sanitaria e prevenire l’insorgenza di nuove emergenze”, conclude il dott. Di Rosa.

Potrebbero interessarti anche...