Violenza sulle donne, Co-mai e Uniti per Unire chiedono più sostegno e servizi socio-sanitari

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Roma, 6 luglio 2018 – “Il delicato tema della violenza sulle donne è di strettissima attualità. Con tutte le nostre associazioni siamo quotidianamente impegnati nel dare voce alle tante donne vittime di violenza e soprusi”, commenta il prof. Foad Aodi, Medico Fisiatra Fondatore delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-Mai), dell’Associazione medici stranieri in Italia (Amsi), del Movimento Internazionale Uniti per Unire.

“Grazie ad un accurato studio del dipartimento donne delle Co-Mai e di Uniti per Unire in collaborazione con Amsi  abbiamo purtroppo verificato che molto spesso vi sono anche episodi di discriminazioni verso le donne compiuti, solo ed esclusivamente, per il colore della loro pelle o per il modo di vestirsi ,basta leggere molti articoli di giornali in questi giorni che citano casi di numerose discriminazioni contro donne e bambini immigrati, donne arabe, musulmane o di colore, che sono aumentati del 25 per cento dall’inizio del 2018. Per questo dobbiamo batterci per perseguire non solo i diritti di tutte le donne ma anche per debellare per sempre le discriminazioni razziali e religiose e quelle dovute al colore della pelle, sotto ogni sua forma”, aggiunge Aodi.

Gli fa eco Nicola Lofoco, portavoce del Movimento Uniti per Unire: “Contrastare la violenza contro le donne è un impegno che il nostro movimento ha preso sin dalla sua nascita. Per questo, tramite le nostre iniziative, siamo convinti che riusciremo a sensibilizzare ancora di più tutte le istituzioni del nostro paese su questa importante questione”.

Infine, ha rilasciato una dichiarazione anche Nawal El Mandli di origine marocchina , del dipartimento donne della Co- Mai e di Uniti per Unire affermando che “la violenza sulle donne è una cosa spregevole e vergognosa, che provoca grandi danni per la donna, in tutta la sua integrità. Si parla tanto di femminicidio, e qui posso solo appellarmi a tutte le donne italiane e di origine straniera , affinché non abbiano paura a denunciare e a farsi aiutare  contro il mercato nero dello sfruttamento sessuale e degli esseri umani e contro la violenza durante il tragitto nel mare”.

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