Vaccini, Senatori IDV: “Bene quelli singoli e gradualità somministrazioni”

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Roma, 23 giugno 2017 – “In commissione Sanità, i commissari hanno presentato i loro emendamenti al decreto vaccini che vanno tutti nella direzione di ridurre il numero di quelli obbligatori, di non togliere la responsabilità genitoriale e di spingere alla somministrazione di vaccini singoli soprattutto per quanto riguarda morbillo, parotite e rosolia, oltre al fatto di poter diluire nel tempo le vaccinazioni. Questo è stato sempre l’obiettivo dell’Italia dei Valori”. È quanto dichiarano i senatori Idv Maurizio Romani, vicepresidente della commissione Sanità, Alessandra Bencini e Francesco Molinari.

“Questi nuovi sviluppi – spiegano – spingono nell’ottica della sentenza della Corte europea secondo cui che non è necessaria la prova scientifica per stabilire il nesso vaccino-malattia. I giudici, infatti, ritengono che se la malattia è insorta a poca distanza dalla vaccinazione, se non esistono precedenti di patologie personali e familiari e se, invece, esiste un numero significativo di casi della stessa patologia a seguito di somministrazioni vaccinali, è un vizio sufficiente per stabilire il nesso di causalità. La prima conseguenza è che ciò consentirà a molti pazienti di aprire contenziosi contro le case farmaceutiche”.

“Alla luce di tutto ciò – continuano i parlamentari – l’Italia dei Valori è portata a dover riconsiderare l’obbligatorietà vaccinale come proposta dal decreto in discussione. Ci meravigliamo ancora della posizione presa dal Presidente dell’Istituto superiore di Sanità che tuttora parla di emergenza sanitaria e ritiene obbligatorie vaccinazioni per patologie di cui non esiste al momento alcun pericolo di epidemia. Infatti, a giudizio di tutti i rappresentanti scientifici auditi dalla commissione, si è già protetti dalla copertura vaccinale già in atto. Noi dell’Idv siamo convinti assertori dell’utilità delle vaccinazioni come prevenzione primaria, da intraprendere, appunto, per prevenire le epidemie. Se attualmente l’unica emergenza sembra essere data dal morbillo, che peraltro ha avuto dei picchi soprattutto nei giovani adulti (età media 27 anni), sarebbe ragionevole non diffondere paure ingiustificate e proporre piuttosto una vaccinazione per questa specifica patologia, pretendendo dalle aziende la produzione di un vaccino singolo e prevedendo anche di estendere tale vaccinazione ai giovani adulti. Questo – concludono – è l’unico ragionamento che ha basi scientifiche”.

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