Vaccini: dalla meningite all’influenza. Tutto ciò che c’è da sapere e le bufale da evitare

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Uno Speciale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per genitori e insegnanti

bambino-neonatoRoma, 12 gennaio 2017 – Dalla meningite all’influenza, dal morbillo alla pertosse. Tutto ciò che c’è da sapere sui vaccini, la loro sicurezza e l’efficacia, spiegato in maniera semplice e chiara, per genitori e insegnanti. È il numero speciale del magazine digitale realizzato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, “A Scuola di salute”. Uno “Speciale Vaccini” pensato per venire incontro ai dubbi e alle domande legate alle vaccinazioni, sempre più attuali in questo periodo, con una sezione dedicata anche alle bufale che si trovano sul web.

Vaccinare significa proteggere non solo se stessi o i propri figli, ma l’intera comunità. Vaccinare una quota elevata della popolazione permette di limitare la circolazione dei microrganismi, con una ricaduta diretta in termini di protezione nei confronti di bambini troppo piccoli per essere vaccinati o di quelli con reali controindicazioni alle vaccinazioni. Oggi, soprattutto nei Paesi occidentali, si stenta a raggiungere coperture vaccinali adeguate. Una parte di questa resistenza alle vaccinazioni è causata dalla paura di effetti collaterali, che spinge molte famiglie a rifiutare le vaccinazioni o a ritardarle. In realtà, i vaccini sono sicuri.

Le comuni reazioni alla somministrazione dei vaccini sono lievi e si autolimitano, mentre le reazioni gravi, come l’anafilassi, sono rarissime. Inoltre, per garantire la massima sicurezza dei vaccini, viene eseguita una costante attività di sorveglianza dei possibili effetti collaterali sia prima dell’immissione in commercio di nuovi prodotti, che dopo l’entrata in uso. Quest’ultimo accorgimento, che viene adottato in Italia e a livello globale, consente di riconoscere segnali minimi che permettono di intervenire con la massima tempestività anche solo in caso di sospetta diminuzione della sicurezza di un vaccino.

Quali vaccini per quali malattie
I vaccini stimolano l’organismo a produrre le difese che proteggono contro le malattie infettive, ma senza provocare la malattia stessa. I vaccini consigliati sono: Tetano, Difterite, Poliomielite, Pertosse, Malattie da Haemophilus influenzae b, Epatite B, Malattie da Pneumococco, Malattie da Meningococco, Morbillo, Varicella, Parotite, Rosolia, Malattie da HPV, Influenza stagionale, Epatite A.

Herd immunity
Per le malattie che si trasmettono da persona a persona, le vaccinazioni rappresentano, oltre alla protezione dell’individuo vaccinato, una protezione per l’intera collettività. Nessun vaccino, infatti, ha un’efficacia del 100%, ma se la percentuale di persone vaccinate supera una certa soglia, comunque vicina alla totalità della popolazione, l’agente infettivo che si trasmette da una persona a un’altra non può più circolare.

Questo fenomeno in inglese si definisce herd immunity e rappresenta un vantaggio anche per quei pochi che non possono essere vaccinati per motivi medici o di età. Infatti, in una comunità nella quale la maggioranza degli individui è vaccinata e quindi immune, anche i lattanti troppo piccoli per essere vaccinati o gli individui che hanno malattie che controindicano le vaccinazioni, saranno protetti.

La vaccinazione quindi rappresenta oltre che una protezione del singolo, anche un atto di solidarietà e di senso civico che contribuisce a migliorare il livello di salute dell’intera comunità. Il ritardo o il rifiuto della vaccinazione in assenza di controindicazioni mediche, impedisce il raggiungimento di questo risultato.

I miti da sfatare

  • Troppi vaccini insieme, e troppo presto! La preoccupazione è che troppi vaccini tutti insieme (somministrati tramite un’unica iniezione, ad esempio con l’esavalente, o con più iniezioni contemporanee), somministrati in un organismo che ha un sistema immunitario ancora immaturo, possano generare una sorta di “sberla immunologica”, che comporterebbe un indebolimento o una sovrastimolazione del sistema immunitario. La conseguenza sarebbe una maggiore frequenza di malattie infettive nei bambini indeboliti dai vaccini, o peggio ancora l’insorgenza di altre malattie, come l’autismo o la sclerosi multipla. Questa paura è smentita da tutti gli studi scientifici effettuati su questo argomento. Confrontando popolazioni di bambini vaccinati con popolazioni di bambini non vaccinati, non si è mai osservato un aumento di malattie tra i bambini che hanno ricevuto i vaccini. Anzi, come è ovvio, i bambini vaccinati contraggono meno frequentemente le malattie prevenute dai vaccini.
  • L’autismo. Un grande numero di studi, tutti condotti in maniera rigorosa, ha smentito l’associazione tra vaccini e autismo ed è stato ripetutamente dimostrato che l’autismo è una malattia multifattoriale che insorge già durante la vita intrauterina: i vaccini non c’entrano proprio nulla!
  • Il mercurio. Un conservante presente nei vaccini, il thimerosal, è stato chiamato in causa come possibile determinante di una serie di patologie neurologiche, tra le quali l’autismo. Tutti gli studi effettuati sui possibili danni da mercurio contenuto nei vaccini non hanno dimostrato nessuna associazione. Nonostante ciò, il thimerosal è stato comunque eliminato dai vaccini disponibili per l’età pediatrica.
  • Meglio prendersi le malattie naturali che vaccinarsi. I noti rischi delle malattie prevenibili con le vaccinazioni sono nettamente superiori ai rischi dei vaccini stessi. Facciamo un esempio: un bambino non vaccinato che contragga il morbillo ha una probabilità di 1 volta su 1.000 di avere un’encefalite, che frequentemente produce un danno permanente. La probabilità di avere un danno grave da vaccino contro il morbillo, come ad esempio lo shock anafilattico, è 1.000 volte inferiore, cioè pari a circa 1/1.000.000.
  • L’allattamento al seno e un buon livello di igiene proteggono dalle malattie infettive, per cui i vaccini non sono necessari. L’allattamento al seno non protegge al 100% dalle malattie infettive. Pur essendo maggiormente protetti, anche i bambini allattati al seno si ammalano, e possono presentare complicanze gravi. In questo senso, l’allattamento al seno non sostituisce le vaccinazioni. Ma certamente un bambino allattato al seno e vaccinato avrà una marcia in più. Lo stesso discorso vale per il livello igienico: esiste la convinzione che il miglioramento delle condizioni igieniche sia associato a una riduzione delle malattie infettive, tale da non rendere più necessarie le vaccinazioni. Anche in questo caso, buone condizioni igieniche non sono sufficienti per proteggere dalle malattie infettive prevenibili. Sappiamo infatti che una riduzione delle coperture vaccinali può aprire le porte ad epidemie di malattie infettive anche nei paesi industrializzati. Basti pensare ad esempio alle epidemie di morbillo verificatesi in Olanda in comunità religiose che proibiscono le vaccinazioni o in Germania in alcune scuole antroposofiche frequentate prevalentemente da bambini appartenenti a famiglie contrarie ai vaccini.

“A Scuola di salute” è un magazine digitale mensile, realizzato dall’Istituto per salute dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, diretto dal prof. Alberto Ugazio. Il magazine vuole informare genitori e insegnanti, con un linguaggio semplice, sui temi di base della pediatria. I contenuti sono dedicati alla salute dei più piccoli, alla loro crescita e ai quesiti di base che di norma vengono rivolti al medico in età pediatrica. Lo “Speciale Vaccini” è liberamente consultabile, scaricabile e stampabile dall’home page del sito dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù o direttamente tramite questo link Tutto sui vaccini

fonte: ufficio stampa

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