Una Tac equivale a 250 radiografie. Oggi i pazienti possono conoscere la quantità di radiazioni somministrate

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Con un progetto ambizioso e innovativo, il Dipartimento Diagnostica e Servizi e la Fisica Sanitaria dell’ospedale Mauriziano di Torino, sono oggi in grado di mettere a disposizione dei pazienti che effettuano procedure Tac la relativa informazione delle dosi assorbite durante l’esame

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Torino, 26 aprile 2017 – Una vera e propria rivoluzione in Radiologia. Per la prima volta l’ospedale Mauriziano di Torino comunica ai propri pazienti nei loro referti la quantità di radiazioni che sono state somministrate durante gli esami radiologici.

Le radiazioni mediche cui siamo esposti negli ultimi 20-30 anni sono più che raddoppiate. Colpa in parte della medicina difensiva ma anche degli strumenti diagnostici sempre più potenti come la Tac.

Nel 1980 le radiazioni cui era sottoposto un qualsiasi soggetto erano per l’80% di tipo naturale – cioè provenienti dall’ambiente – e solo il 15% di tipo medico. Percentuali che nell’arco di 30 anni si sono quasi ribaltate con le radiazioni utilizzate in ambito clinico, che oggi toccano quasi il 50% del totale. La principale fonte di radiazioni mediche è la tomografia computerizzata con il 77% della dose collettiva totale. Ormai si preferisce usare la Tac alla radiografia perché consente una visione maggiore, ma una Tac equivale a circa 250 lastre al torace.

L’articolo 58 della nuova Direttiva Euratom 2013/59, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i rischi derivanti dall’utilizzo delle radiazioni ionizzanti che dovranno essere recepite dagli Stati membri entro il febbraio 2018, prevede che per trasparenza l’informazione relativa all’esposizione del paziente debba far parte integrante del referto della procedura medico-radiologica.

Inoltre da febbraio 2018 tutti i centri che svolgono attività radiologica dovranno registrare gli esami eseguiti e le relative dosi erogate. Dati che saranno inseriti in un registro regionale/nazionale.

Con un progetto ambizioso ed innovativo, il Dipartimento Diagnostica e Servizi, diretto dal dottor Stefano Cirillo, e la Fisica Sanitaria, diretta dal dottor Michele Stasi (Presidente Associazione Italiana di Fisica Medica), dell’ospedale Mauriziano di Torino (Direttore generale dottor Silvio Falco), sono oggi in grado di mettere a disposizione dei pazienti che effettuano procedure Tac la relativa informazione delle dosi assorbite durante l’esame, all’interno del CD paziente in modo automatico.

Infatti, con il coordinamento e supporto della Fisica Sanitaria, la ditta G-Squared di Vicenza ha sviluppato un software in grado di scambiare informazioni con il sistema di archiviazione delle immagini radiologiche ed elaborare un rapporto di dose che, una volta trasmesso al sistema, viene quindi inserito automaticamente nel CD paziente insieme alle immagini ed al referto radiologico.

In questo modo, il paziente non solo avrà accesso alle immagini radiologiche ma sarà anche in grado di conoscere direttamente i dati relativi all’esposizione a radiazioni ionizzanti. Il paziente, oltre al dato riguardante l’esposizione radiologica, se desidera potrà avere ulteriori informazioni più dettagliate e spiegazioni scrivendo direttamente alla Fisica sanitaria, alla mail indicata in fondo al referto.

Con questo progetto, per la prima volta il Mauriziano di Torino inserisce l’informativa dell’esposizione radiologica automaticamente nel CD paziente e intraprende la strada indicata dalla Direttiva europea verso una adeguata informazione al paziente stesso.

Così facendo, ogni paziente potrà sapere quante radiazioni ha assorbito nel corso di ogni singolo esame radiologico al quale si è sottoposto. In questo modo, aumentando la sensibilizzazione, si potrà incidere indirettamente sulle esposizioni ripetute a radiazioni ionizzanti, il cui incremento può aumentare il rischio di lesioni alle cellule e al DNA e quindi di sviluppare un tumore.

Per questo è necessario, oltre che per un problema di costo, ridurre il numero degli esami radiologici utilizzati. Si stima che in Italia su oltre 40 milioni di esami radiologici effettuati ogni anno, circa il 44% sia prescritto in modo inappropriato e non sia strettamente necessario (dati ricavati dalla SIRM – Società Italiana di Radiologia Medica).

Per questo l’iniziativa è rivolta anche e soprattutto ai Medici di Medicina generale per aumentare l’appropriatezza prescrittiva e per agire sulla medicina difensiva per ridurre il numero delle indagini radiologiche al quale viene sottoposto il paziente nell’arco della vita.

In futuro, partendo da questo progetto del Mauriziano, per la salute dei pazienti si potranno ottimizzare e standardizzare i protocolli, anche sulla TC e altre apparecchiature radiologiche, prescrivere in modo più appropriato per evitare esami inutili, avere diagnosi più rapide e meno dispendiose e riduzione delle liste d’attesa.

fonte: ufficio stampa

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1 Risposta

  1. ferdinando bersani scrive:

    Credo che questa iniziativa sia fondamentale. Nella mia lunga esperienza sia come docente di Fisica nei corsi di Medicina, sia come paziente, ho rilevato la totale inadeguatezza della maggior parte dei medici nei confronti del problema dell’esposizione alle radiazioni per scopi diagnostici. Non mi è mai capitato di trovare un medico che prescrivendomi una radiografia o una TAC abbia sentito il dovere di chiedermi quanti esami del genere avevo fatto fino a quel momento. E’ bene che le cose cambino al più presto! Sarebbe doveroso che ciascuno avesse una sorta di libretto radiologico con gli esami fatti e una stima della dose di radiazioni ricevute.

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