‘Una cicogna per la Sclerosi Multipla’, premiata l’Aou di Ferrara

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Dott.ssa Luisa Maria Caniatti

Ferrara, 29 marzo 2019 – Sono 77 i centri in tutta Italia, tra cui anche quello presente all’interno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, segnalati nell’ambito di “Una cicogna per la sclerosi multipla”, il progetto promosso da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, con il patrocinio di AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla e SIN, Società Italiana di Neurologia, volto a migliorare l’accessibilità ai servizi erogati dai centri clinici sclerosi multipla e sostenere le donne colpite dalla malattia alla ricerca di una gravidanza. Questi centri adottano un approccio multi-disciplinare nel trattamento delle pazienti che vorrebbero diventare mamme, proponendo percorsi clinici dedicati e counselling preconcezionale.

Si conferma ancora una volta l’attenzione alla Salute di genere e in particolare alla Salute della donna al S.Anna, Azienda già riconosciuta con i “Tre Bollini Rosa” da ONDA.

Ieri mattina, giovedì 28 marzo, presso la sede della Regione Lombardia a Milano è avvenuta la premiazione dei Centri Clinici. A ritirare il premio la dott.ssa Luisa Maria Caniatti, Responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale “Centro Sclerosi Multipla, Gestione Farmaci ad Alta Complessità”.

Presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara è presente il “Centro Sclerosi Multipla, Gestione Farmaci ad Alta Complessità” che, nel corso del 2018, ha seguito 300 donne, la cui fascia di età era compresa fra i 15 e i 50 anni (4 di loro erano in gravidanza).

Il Centro di Cona:

  • garantisce alle pazienti in età fertile competenze multidisciplinari/multi professionali dalla fase pre-concezionale al parto avvalendosi, oltre che del neurologo, delle figure professionali del ginecologo, psicologo, anestesista, neonatologo, ostetrica e infermiere;
  • offre un servizio di counselling pre-concezionale rivolto alla paziente ed alla coppia, indirizzandola ai percorsi di screening della fertilità e di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita);
  • dispone di procedure condivise per una corretta gestione delle terapie farmacologiche in caso di gravidanza programmata o imprevista e nel post-parto;
  • offre un percorso di sorveglianza neurologica durante la gravidanza, il puerperio e l’eventuale allattamento;
  • offre un sostegno psicologico alla donna ed alla coppia dal counselling pre-concezionale al post parto.

L’iniziativa di ONDA ha l’obiettivo di migliorare l’accessibilità ai servizi erogati dai centri Sclerosi Multipla, segnalando le strutture che presentano determinati percorsi e servizi, potenziando in questo modo il livello di offerta diagnostica e terapeutica. Il progetto “Una cicogna per la sclerosi multipla” vuole lanciare alcuni importanti messaggi: si può diventare mamme con la sclerosi multipla; la sclerosi multipla non è trasmissibile ai propri figli; le terapie modificanti il decorso della malattia non rappresentano un ostacolo assoluto al progetto di gravidanza; si può allattare dopo il parto e non vi sono aumentati rischi di anomalie congenite nei prodotti del concepimento.

Qualche dato
Oltre 79.000 donne italiane soffrono di sclerosi multipla, una malattia cronica e progressiva che, essendo diagnosticata nella maggior parte dei casi tra i 20 e i 40 anni, si manifesta nel periodo più florido e produttivo della vita della donna, influenzando inevitabilmente la pianificazione familiare.

Se un tempo a queste donne era fortemente sconsigliato avere figli, oggi le evidenze scientifiche dimostrano che è possibile realizzare questo progetto di vita senza modificare a lungo termine l’andamento della malattia e senza causare danni al nascituro.

Ciò nonostante persistono ancora errate convinzioni che minano il desiderio di maternità in molte donne con sclerosi multipla, come dimostra un’indagine europea realizzata nel 2017 in cinque paesi, tra cui l’Italia, condotta su 1.000 pazienti tra i 25 e i 35 anni: l’85% delle italiane con sclerosi multipla teme di non poter avere figli e il 49% dichiara di avere paura di trasmettere la malattia al proprio bambino.

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