Udine si mobilita per celebrare la Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili

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Servizio Sanitario Nazionale
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine

bimbe-africaneUdine, 3 febbraio 2017 – In occasione della Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili lunedì 6 febbraio con inizio alle ore 9.30 in Sala Ajace a Udine si terrà un incontro aperto a tutta la cittadinanza.

Da anni la Regione FVG è impegnata in prima linea nel progetto di sensibilizzazione per il contrasto della pratica delle mutilazioni femminili attraverso attività di informazione e sensibilizzazione sulle gravi conseguenze che le mutilazioni dei genitali femminili possano avere sulla salute fisica e psichica delle donne e delle bambine.

Dopo i saluti da parte dell’Assessore alla Salute del Comune di Udine dott.ssa Simona Liguori, dell’Assessore ai Diritti e all’Inclusione Sociale dott.ssa Antonella Nonino, e del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine dott. Mauro Delendi il progetto verrà presentato dalla dott.ssa Valentina Brussi e dalla Dott.ssa Rosalia Da Riol dell’ASUIUD.

Previsti gli interventi da parte delle Sig.re Awa Diallo Kane,Abeba Demisse e Umi Bana le quali porteranno la loro esperienza quali mediatrici culturali. A moderare l’incontro e la discussione aperta con il pubblico sarà il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine dott. Giorgio Brianti.

Le mutilazioni genitali femminili sono tutte quelle pratiche tradizionale antiche e radicate circoncisione escissione infibulazione che portano alla rimozione parziale o totale dei genitali esterni femminili. Le mutilazioni possono avere gravi conseguenze sulle salute delle donne e delle bambine fino a provocare emorragie, choc e infezioni.

L’Africa è il continente in cui la pratica è più diffusa ma il fenomeno è presente anche in Medio Oriente e in alcuni paesi dell’Asia.
Lo scopo del progetto è di favorire l’abbandono di tale pratica, che rappresenta violazione dei diritti umani e discriminazioni di genere, nonché informare sulla legge n. 7 del 9 gennaio 2006, in vigore in Italia e sulle conseguenze penali derivanti dalla sua applicazione.

Sono previsti inoltre incontri con le comunità migranti, al fine di far conoscere alle donne interessate la possibilità di accedere a strutture sanitarie con specifica competenza, per affrontare l’intervento di riparazione dei genitali esterni ed eventuale deinfibulazione.
Per le donne che abbiano maturato questa scelta è prevista la possibilità di un accompagnamento da parte delle mediatrici culturali lungo tutto il percorso.

Da segnalare infine che, grazie a leggi specifiche di contrasto, questo tipo di iniziative sono state adottate nella maggior parte di questi paesi e che grazie a ciò la pratica è in lenta ma costante diminuzione in quasi tutti i paesi del mondo.

fonte: ufficio stampa

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