Tumori maschili, IEO mette in atto un piano di ricerca in cinque punti

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Gli uomini muoiono sei anni prima delle donne e nella malattia sono più soli. L’Istituto Europeo di Oncologia a novembre aderisce a ‘Movember’, la campagna mondiale di sensibilizzazione sui tumori maschili

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Milano, 31 ottobre 2017 – “Mo” come Moustache (baffi), da far crescere a novembre in segno di partecipazione: l’Istituto Europeo di Oncologia aderisce a Movember, la campagna internazionale di sensibilizzazione sui tumori maschili. Obiettivi: diffondere una corretta informazione, favorire la diagnosi precoce, promuovere la ricerca per aumentare l’efficacia dei trattamenti e ridurre la mortalità.

I dati internazionali confermano che gli uomini muoiono precocemente, in media 6 anni prima delle donne, e vivono in solitudine i problemi più profondi, come una malattia tumorale: il 70% dichiara che gli amici possono contare su di lui, ma solo il 48% fa affidamento su un amico.

“Movember è nato nel 2003 in Australia da due amici – spiega Ottavio De Cobelli, Direttore del Programma Urologia dello IEO – che hanno pensato di farsi crescere i baffi per una grande causa: “cambiare faccia alla salute degli uomini”.

Volevano sottolineare come si parla troppo poco dei tumori maschili prima, durante, e dopo che la malattia si è manifestata. Oggi la Movember Foundation è uno degli organismi privati più grandi al mondo, impegnato nella ricerca scientifica e nell’informazione sul cancro della prostata e del testicolo, e anche sulla salute mentale maschile”.

“IEO aderisce al 100% alle finalità di Movember – continua De Cobelli – Gli uomini hanno scarsa cultura della prevenzione, quando si trovano di fronte a una possibile diagnosi sono terrorizzati e si informano molto meno attivamente delle donne. Inoltre, se si ammalano, parlano molto meno apertamente delle loro compagne dei disturbi e le paure. Ad esempio l’incontinenza e l’impotenza, che si possono presentare per periodi più o meno brevi a seguito dei trattamenti, sono spesso ancora argomenti tabù. Oggi invece parlarne e informarsi è importantissimo perché le opzioni di un eventuale trattamento sono diverse e possono davvero essere adattate al progetto di vita della persona. La regola d’oro è quella che vale per tutti i tumori: la diagnosi tempestiva salva la vita. E salva anche la qualità di vita. I nuovi casi di carcinoma prostatico sono 36.000 all’anno in Italia. E’ urgente pensare alla qualità di vita dopo la diagnosi di questo tumore, che ha un impatto sulla percezione della propria virilità”.

Per questo IEO è attivo sui cinque punti del Global Action Plan della Movember Foundation:

  1. Biomarkers: sviluppare test più efficaci che distinguano fra forme aggressive e forme a basso rischio di cancro alla prostata, esaminando specifiche molecole (biomarcatori) nel sangue, nelle urine, nei tessuti;
  2. Imaging: sviluppare nuove sostanze traccianti e nuove tecniche di diagnostica per immagini per una diagnosi più precoce e precisa del tumore, anche se già in fase di diffusione;
  3. Sorveglianza attiva: identificare metodologie sempre più accurate per il controllo regolare del tumore della prostata a lenta crescita, come alternativa alla terapia attiva
  4. Esercizio fisico: studiare l’esercizio fisico come medicina, per capire meglio il suo ruolo nella progressione del tumore prostatico.
  5. Tumore del testicolo: indagare i meccanismi di recidiva di questo tumore, che colpisce i giovani, per capire perché guarisce nel 95% dei casi, ma nel 5% si ripresenta.
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