Tumore del polmone, ‘pandemia’ da 6 milioni di morti all’anno. Tac low-dose il golden standard diagnostico

Dott. Lorenzo Spaggiari, Istituto Europeo di Oncologia: “Il cancro polmonare è guaribile nell’80% dei casi con trattamenti poco invasivi, se individuato precocemente e trattato adeguatamente”

Milano, 27 maggio 2020 – “C’è una pandemia in atto che causa ogni anno 6 milioni di morti premature e per cui non ci sarà mai un vaccino: il tabagismo. L’unica arma a effetto immediato per fermare l’eccidio attuato dal tabacco è la diagnosi precoce delle malattie causate dal fumo, in primis il tumore del polmone. Con lo screening dei fumatori possiamo ridurre la mortalità per questo tumore in media del 24% e fino al 33% nelle donne”. Questo il messaggio dell’Istituto Europeo di Oncologia, in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, promossa il 31 maggio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

“Non ci sono solo cattive notizie per i fumatori, anche se il World No Tobacco Day ricorda che bisogna assolutamente smettere o non iniziare, per rispetto della vita propria e degli altri – dichiara Lorenzo Spaggiari , Direttore del Programma Polmone IEO – Per noi oncologi, e in particolare per un chirurgo toracico come me, è inconcepibile correre l’altissimo rischio di auto-procurarsi una malattia come il cancro al polmone, ma non possiamo che prendere atto che per la maggioranza dei fumatori rinunciare alla sigaretta è molto difficile. Quindi il nostro dovere morale e professionale di medici è salvare comunque la loro vita”.

“Il cancro polmonare è guaribile nell’80% dei casi con trattamenti poco invasivi, se individuato precocemente e trattato adeguatamente – prosegue Spaggiari – In IEO i casi iniziali vengono trattati con la chirurgia robotica, che presenta vantaggi enormi per il paziente. Il principio è che più piccolo è il tumore, più mininvasiva e tecnologica è la cura chirurgica. Se il nodulo si presenta al chirurgo in fase avanzata, purtroppo la guaribilità scende infatti al 15/25%. La buona notizia per i fumatori è che non c’è più nessun dubbio: disponiamo di un esame di screening, la Tac low-dose, in grado di identificare lesioni iniziali del polmone e di salvare la loro vita”.

“IEO è stato pioniere a livello internazionale nella ricerca sulla diagnosi precoce del tumore polmonare con gli studi sull’efficacia della Tac a basse dosi, iniziati nel 2000 – dichiara Massimo Bellomi, Direttore della Radiologia IEO – Abbiamo contribuito alla dimostrazione che questo esame è il ‘golden standard’ diagnostico per il tumore polmonare, in grado di ridurne la mortalità. La nostra esperienza è unica a livello internazionale: abbiamo esaminato oltre 75.000 TAC, diagnosticando oltre 400 tumori maligni in fase precoce, che hanno raggiunto una sopravvivenza del 97% a 5 anni. Va ricordato che la dose di radiazioni durante l’esame è molto bassa, inferiore a 1 mSv: meno della metà di quella cui la popolazione italiana è esposta per le radiazioni naturali (dal terreno e dall’atmosfera). L’esame è veloce (4-5 secondi) e indolore e permette di notare eventuali noduli polmonari di piccolissime dimensioni, nell’ordine dei millimetri”.

“Studi randomizzati negli USA e in Europa – spiega Cristiano Rampinelli, radiologo IEO – hanno dimostrato che lo screening sui forti fumatori con Tac low-dose del polmone ottiene una riduzione della mortalità specifica per il tumore polmonare del 20% e 24% rispettivamente. Altri studi indicano come la mortalità possa ridursi fino al 39% quando i controlli con Tac low-dose sono condotti nel lungo termine, per almeno 10 anni. I dati dimostrano inoltre che la diagnosi precoce pare avere un maggior beneficio per il sesso femminile, per cui la riduzione di mortalità raggiunge il 33%. Un dato avvalorato dalla maggior sopravvivenza delle donne trattate precocemente, negli studi condotti in IEO”.

“Per questo – continua Spaggiari – allo IEO proponiamo lo screening con Tac low-dose a tutti i soggetti con caratteristiche simili agli studi internazionali che hanno dimostrato la maggior riduzione di mortalità. In sintesi: forti fumatori o ex-fumatori di età fra i 50 e gli 80 anni. In particolare raccomanderemo la Tac low-dose a tutte le donne che eseguono regolarmente in IEO la mammografia e rientrano in questi criteri. Lo screening mammografico ha dimostrato di ridurre la mortalità per tumore mammario del 25%, ed è per questo eseguito da milioni di donne nel mondo. Lo screening con TC low-dose riduce la mortalità per tumore del polmone del 33%: tutte le donne forti fumatrici dovrebbero sottoporsi a questo esame salvavita. Noi in IEO ci siamo posti questo obiettivo, iniziando dalle nostre pazienti. La combinazione di mammografia e Tac low-dose le proteggerà dai due maggiori big killer della donna”.

“La drammatica esperienza della pandemia – dichiara Gabriella Pravettoni, Direttore della Psiconcologia IEO – ci porta a guardare il mondo attraverso la lente Covid. Per la salute questo è un errore gravissimo perché ci induce ad abbassare la guardia rispetto ad altri rischi potenzialmente letali, come il fumo di sigaretta. Stiamo trascurando il fatto che la gente continua a fumare e i giovani iniziano in età sempre più precoce. Anzi il lockdown ha incoraggiato le abitudini pericolose, come la sedentarietà o, appunto, il tabagismo. Dobbiamo ridimensionare il rischio virus rispetto alle minacce croniche alla salute e alla vita. Per questo la Giornata Mondiale senza Tabacco quest’anno ha un significato speciale. Per IEO è l’occasione per rilanciare il Centro Antifumo: organizziamo corsi per smettere di fumare da remoto, a cui tutti possono rivolgersi, anche i più giovani, che non a caso sono il tema del World No Tobacco Day 2020.”

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