Tumore al seno metastatico, elacestrant cambia la cura
Il carcinoma mammario positivo per ER e negativo per HER2 rappresenta circa due terzi di tutti i casi di questa neoplasia. Fino al 50% delle donne, dopo il trattamento di prima linea metastatica, sviluppa la mutazione di ESR1 che rende la patologia più aggressiva. La biopsia liquida è il metodo più appropriato per individuare mutazioni di ESR1 (ESR1m) ad ogni progressione di malattia
Milano, 8 luglio 2025 – Nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico, una nuova terapia ormonale mirata, elacestrant, ha ridotto il rischio di progressione o morte del 45%. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di elacestrant per il trattamento di donne in postmenopausa, e di uomini, con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico positivo per i recettori degli estrogeni (ER+) e negativo per la proteina HER2 (HER2-), con una mutazione attivante del gene ESR1, che mostrano progressione della malattia in seguito ad almeno una linea di terapia endocrina comprendente un inibitore delle cicline CDK 4/6.
Le mutazioni di ESR1 si sviluppano sotto la pressione selettiva della terapia endocrina e rendono il tumore più aggressivo con conseguente prognosi sfavorevole e, quindi, peggiori tassi di sopravvivenza. I passi avanti nella cura del carcinoma mammario sono approfonditi oggi in una conferenza stampa a Milano.
“Nel 2024, in Italia, sono state stimate quasi 53.700 nuove diagnosi di tumore del seno, il più frequente in tutta la popolazione – afferma Lucia Del Mastro, Professore Ordinario e Direttore della Clinica di Oncologia Medica dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Università di Genova – Il carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali e negativo per HER2 comprende circa due terzi di tutti i casi di questa neoplasia ed è più frequente nelle donne in postmenopausa. Lo standard di prima linea del trattamento della malattia metastatica ER+/HER2- è rappresentato dall’associazione della terapia endocrina con l’inibitore di CDK 4/6. Nonostante l’efficacia di questo trattamento, l’esposizione prolungata alle terapie endocrine spesso determina l’insorgenza di diversi meccanismi di resistenza”.
“Tra questi uno dei più frequenti – continua la prof.ssa Del Mastro – è l’acquisizione di mutazioni a carico del recettore estrogenico ESR1, che si sviluppa in circa il 50% delle pazienti con carcinoma mammario avanzato. Come conseguenza dello sviluppo di questa mutazione, il tumore non è più sensibile al trattamento con inibitori delle aromatasi, rendendo necessaria la modifica del trattamento. Alcune delle nuove terapie ormonali sono state specificamente progettate per superare questo meccanismo di resistenza”.
“Da qui l’importanza dell’approvazione della rimborsabilità di elacestrant da parte di AIFA – spiega Giuseppe Curigliano, Presidente eletto della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO), Professore di Oncologia Medica all’Università di Milano e Direttore Divisione Sviluppo di Nuovi Farmaci per Terapie Innovative allo IEO di Milano – Elacestrant appartiene alla classe di farmaci chiamata SERD (Degradatori Selettivi del Recettore degli Estrogeni), che porta alla potente degradazione selettiva del recettore degli estrogeni, cioè alla sua distruzione. L’efficacia e la sicurezza della nuova terapia ormonale sono state valutate nello studio clinico di fase 3 EMERALD, che ha confrontato elacestrant con lo standard di cura costituito dai trattamenti ormonali ‘tradizionali’, cioè fulvestrant o inibitori dell’aromatasi. Nello studio sono state coinvolte 478 pazienti, elacestrant ha ridotto del 45% il rischio di progressione o morte nella popolazione con mutazione di ESR1, già fortemente pretrattata, con una HR di 0.55”.
Un’analisi di sottogruppo dello studio EMERALD ha dimostrato che la durata del precedente trattamento con inibitori delle cicline CDK4/6 era positivamente associata a una sopravvivenza libera da progressione più lunga con elacestrant.
“Questi risultati sono statisticamente e clinicamente significativi e dimostrano il valore terapeutico aggiunto di elacestrant – continua il prof. Curigliano – Grazie all’approvazione di AIFA, cambia la strategia di cura di seconda linea nella malattia endocrino-responsiva con mutazione di ESR1. Inoltre elacestrant è un farmaco orale, pertanto maneggevole. Va ricordato che le Linee Guida ESMO raccomandano elacestrant in questa popolazione di pazienti e specificano che la decisione sul trattamento di seconda linea richiede una valutazione di biologia molecolare”.
“Al momento della progressione di malattia, deve essere effettuata la biopsia liquida per individuare le mutazioni di ESR1 – sottolinea la prof.ssa Del Mastro – Il test viene eseguito su un campione di sangue, prelevato dalla paziente e poi analizzato in un laboratorio specializzato in biologia molecolare in quanto sono necessarie tecnologie d’analisi innovative come ad esempio la Next Generation Sequencing (NGS). I progressi nella ricerca clinica e traslazionale consentono di identificare nel sangue delle pazienti affette da carcinoma della mammella metastatico alterazioni genomiche, che sono, da un lato, fattori di resistenza ai trattamenti ormonali convenzionali e, dall’altro, fattori predittivi di risposta a farmaci innovativi”.





