Tumore al seno maschile, in Italia colpisce 1 uomo ogni 620

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Milano, 24 gennaio 2019 – Il tumore al seno, che colpisce in Italia ogni anno più di 50.000 donne, si tende, erroneamente, a credere che sia una patologia esclusivamente femminile. Colpisce ogni anno anche 1 uomo ogni 620 (fonte: AIRC).

“È raro leggere di quei circa 500 uomini, che, nel nostro Paese, con cadenza annuale si ammalano di carcinoma della mammella”, afferma Mario Rampa, chirurgo senologo esperto di oncoplastica. Il tumore al seno può colpire sia le donne che gli uomini, e se nel primo caso la prevenzione gioca un ruolo fondamentale nella guarigione, nel secondo, questa è quasi totalmente assente.

“La prevenzione nell’uomo è assente, per una diffusa mancanza di conoscenza che gli uomini hanno in relazione al problema e per il fatto che essendoci un’incidenza così bassa non esistano programmi di screening”, continua il dottor Rampa. Nel 70% dei nuovi casi, infatti, con una diagnosi precoce, è possibile vincere il tumore senza se e senza ma.

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Dott. Mario Rampa

Nel confronto uomo-donna, si scopre che quest’ultima ha un tasso di guarigione molto più alto e a 5 anni dalla diagnosi guarisce in quasi il 90% dei casi.
“L’uomo ha la fortuna di essere molto meno predisposto alla malattia, avendo meno tessuto mammario ed un’esposizione ormonale inferiore; nell’uomo, manca infatti l’esposizione costante agli estrogeni, che promuove la crescita delle cellule mammarie” continua il dott. Rampa. D’altro canto, però, quando questo tipo di carcinoma si sviluppa nella ghiandola mammaria maschile risulta essere più aggressivo, e, senza una diagnosi precoce, molto più pericoloso.

La percentuale degli uomini che superano i 5 anni dopo la diagnosi:
A 5 anni dalla diagnosi, se si è intervenuti allo stadio iniziale della malattia, il tasso di sopravvivenza varia tra il 75 e il 95% dei casi. Più tardi si interviene e maggiore è il rischio della patologia: tra il 50 e l’80% dei casi, se si interviene allo stadio intermedio della malattia, tra il 30 e il 60% in caso di intervento nello stadio avanzato. “La diagnosi precoce, non smetterò mai di dirlo, è fondamentale soprattutto per gli uomini”.

“Non esiste un elenco di cause scatenanti sicure e infallibili. Le statistiche però vedono più soggetti alla malattia gli uomini obesi, che fumano, che mangiano male e non fanno sport”, prosegue Rampa.

Altre importanti condizioni predisponenti, sono le alterazioni del metabolismo ormonale (come nei casi di cirrosi epatiche, tumore al testicolo o di sindromi genetiche), le terapie ormonali e le radioterapie.
“L’importante è fare cultura attorno al problema e far sì che anche il cosiddetto ‘sesso forte’ prenda coscienza del rischio che potrebbe correre – conclude il dottor Rampa – Quando ci si fa la doccia potrebbe essere consigliabile controllare l’area del capezzolo e verificare che non vi siano piccole palline. In caso ci fosse qualcosa che non va, ricordate che una visita da un bravo senologo potrebbe salvarvi la vita”.

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1 Risposta

  1. Avatar Antonio ha detto:

    Salve, sono uno dei 620 uomini che hanno subito un cancro al seno. Nel 2012 fortuna ha voluto che mi trovassi una pallina sotto il capezzolo mentre facevo la doccia, cosicché mi recai subito in un ospedale vicinissimo al mio quartiere, feci una consulenza dal senologo, il quale mi consigliò di fare una ecomammaria e risultò essere un linfonodo. Feci biopsia, la diagnosi, istocitopatolohica: aree multiple di carcinoma papillifero solido intraduttale, la maggiore d cm 04 di diametro max, e aree multiple microscopiche n°3, di infiltrazione la maggiore di cm 0,2 circa di diametro, e di microinfiltrazione da carcinoma duttale ben differenziato, in un contesto di ginecomastia. Presenza di numerose calcificazioni nella componente in situ. La neoplasia infiltra re giunge a brevissima distanza dal margine di resezione retroareolare indenne il campione di tessuto giunto separatamente. pT1a G1. Fatto 30 sedute di radioterapia, controlli semestrali, poi annuali, tuttora prendo ancora tamoxifen, e da circa 18 mesi che non o più colloqui con l’oncologo poiché non sono più riuscito a contattarlo per aver cambiato più di una sede ospedaliera, faccio solo mammaria ogni 6 mesi.

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