Trapianto di polmone, tra i più complessi da gestire. Nuove vette per la Chirurgia Toracica dell’Aou di Padova

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Padova, 7 febbraio 2019 – È da sottolineare che fra tutti gli organi, il polmone è uno dei più complessi da trapiantare; oltre alla sue intrinseche caratteristiche di delicatezza, la difficoltà di conservazione dell’organo espiantato prima del trapianto richiede contenuti tempi di ischemia. Inoltre, essendo il polmone un organo a diretto contatto con l’ambiente esterno (le vie respiratorie), ciò lo espone molto più rispetto ad altri organi al rischio di infezioni nel post trapianto.

L’attività trapiantologica di polmone a Padova è nata nel 1995. Da allora sono stati eseguiti nel Centro di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova diretto dal Prof. Federico Rea, 444 trapianti. Il volume operatorio è cresciuto ogni anno, fino a raggiungere nel 2018 la vetta di 30 trapianti effettuati.

A Padova dal 1995 ad oggi sono stati trapiantati di polmone il 34% dei casi di fibrosi cistica, il 13% di BPCO (principalmente casi di enfisema polmonare), il 41% di pneumopatie fibrosanti e il 12% di altre indicazioni.

Se guardiamo invece alla più recente casistica dei 30 pazienti trapiantati nel 2018, vediamo che la fibrosi cistica è scesa al 23%, mentre le pneumopatie fibrosanti sono salite al 54%. Sta quindi aumentando nel tempo il numero dei pazienti trapiantati per fibrosi polmonare, che sono quelli più complessi da gestire.

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Prof. Federico Rea

Nel Centro di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova è possibile affrontare tale complessità grazie alla grande esperienza di cui dispongono le varie figure di specialisti che collaborano all’attività trapiantologica.

La Chirurgia Toracica di Padova annovera oltre 40 figure professionali di altissimo livello. In sala operatoria per ogni espianto e trapianto si alternano diversi professionisti: Chirurghi di Chirurgia Toracica, Anestesisti, Pneumologi, Anatomo-Patologi, Immunologi, Personale Medico strutturato e Medici in formazione specialistica, oltre a personale Infermieristico e tecnico di comparto.

Sebbene la formazione adeguata di vari professionisti in questo campo sia un processo complesso e potenzialmente richieda tempi molto lunghi (almeno un anno), un punto di forza del Centro di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova il cui Direttore è il prof. Federico Rea consta nell’elevato volume di attività che permette di realizzare tale formazione in maniera intensiva, in modo da avere un’organizzazione nell’ambito del reparto di Chirurgia Toracica di ben 2 equipe di trapiantatori e prelevatori che, alternandosi, assicurano al programma di trapianto polmonare una continuità per 24 ore al giorno nei 365 giorni dell’anno.

Tra le peculiarità trapiantologiche di maggior interesse attualmente vi sono il procurement (ottimizzazione del reperimento di organi idonei al trapianto) ed il tipo di patologia da candidare a trapianto.

Recentemente è stato portato a termine anche il trapianto di polmoni con degli organi prelevati da un donatore a cuore non battente con l’utilizzo dei cosiddetti DCD (deceased of cardiac death) strategia già utilizzata da alcuni anni sia a livello europeo che mondiale per ottimizzare il procurement degli organi.

Il donatore classicamente utilizzato per i polmoni è il cosiddetto DBD (deceased of brain death), ovvero un donatore cerebralmente morto ma con cuore battente, nel caso del DCD l’assenza di un sistema cardiocircolatorio efficace rende la donazione d’organo particolarmente complessa per via della necessità di completare il prelievo degli organi in tempi molto rapidi e soprattutto per la problematica valutazione circa l’idoneità dell’organo da prelevare. In questo caso l’OCS – Organ Care System ci ha permesso di ottenere una valutazione esaustiva dell’organo prelevato, potendo così procedere al trapianto con la certezza che i polmoni donati fossero idonei.

L’aumento dell’expertise del Centro di Chirurgia Toracica nella gestione di donatori con criteri estesi di marginalità, unitamente al programma di EVLP – Ex Vivo Lung Perfusion, potrà permettere la creazione di veri e propri “centri di ricondizionamento” per tale tipologia di procurement, come già sperimentato a Padova insieme al gruppo del Policlinico di Milano. Ma insostituibile rimarrà il gesto di totale generosità della donazione.

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Equipe del Centro Chirurgia Toracica – Aou Padova

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