Trapianti di fegato, Aou pisana prima in Italia

logo-aou-pisana

chirurghi-sala-operatoria-3

Pisa, 2 gennaio 2019 – Il centro trapianti di fegato dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, diretto dal prof. Paolo De Simone, chiude il 2018 raggiungendo un altro traguardo: le 161 procedure eseguite durante l’anno pongono Pisa al vertice della classifica nazionale e ai primi posti nel panorama internazionale.

Il numero di trapianti di fegato effettuati a Pisa è in costante crescita ormai da anni: 119 nel 2015, 136 nel 2016, 142 nel 2017. Ciò sarebbe impossibile senza il sostegno di tutta la struttura regionale: l’assessore Stefania Saccardi più volte ha ribadito la centralità del centro pisano nel panorama toscano e recentemente lo stesso presidente Enrico Rossi ha chiesto alla direzione aziendale di redigere un progetto che serva a rinforzare e sviluppare i punti di forza dell’Aou pisana tra cui, naturalmente, il centro di trapianti di fegato.

Non c’è insomma alcuna intenzione di duplicare altrove un centro che da anni si è dimostrato in grado di sopperire alle necessità di tutta la Toscana. Non avrebbe senso disarticolare la complessa struttura di cui l’intervento chirurgico è solo una delle fasi: il trapianto è possibile grazie a una rete regionale e nazionale che recupera gli organi e segue i pazienti trapiantati.

Pisa è il centro regionale e uno dei centri nazionali di quella rete. Anche le osservazioni critiche giunte dal Centro nazionale trapianti servono come pungolo per cercare di migliorarsi. L’obiettivo è quindi continuare a crescere, sia quanto a numero di interventi, sia sviluppando – come già fatto nel 2018 – innovative linee trapiantologiche.

Tali risultati non sarebbero raggiungibili senza il contributo delle equipe di medici, chirurghi, infermieri e tecnici che erano in servizio anche durante le feste natalizie: in centinaia, in tutti i reparti dell’ospedale, hanno lavorato per garantire assistenze e cure ai cittadini.

Non tutti tengono nel dovuto conto questo sforzo collettivo – che comprende sia chi lavora nelle sedi operative, sia chi ha il compito di prendere decisioni – lasciandosi andare talvolta, in modo inopportuno e superficiale, a esternazioni che evocano minacce totalmente inesistenti e sottolineando situazioni lavorative che sono, in realtà, l’assoluta normalità attesa in tutti gli ospedali del mondo per chi – come gli operatori sanitari – ha deciso di dedicare la propria vita professionale alla cura e all’assistenza.

Salva come PDF
Le informazioni presenti nel sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. Ricordiamo a tutti i pazienti visitatori che in caso di disturbi e/o malattie è sempre necessario rivolgersi al proprio medico di base o allo specialista.

Potrebbe anche interessarti...

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>