Transizione energetica, internet dell’energia modello da seguire. Sardegna protagonista del cambiamento

Cagliari, 9 settembre 2020 – L’internet dell’energia è il modello che, replicato in tutto il pianeta, può garantire la transizione energetica: si tratta di una grande opportunità per la Sardegna e per l’Italia perché in un mercato globale, in cui sono premiate le competenze e la creatività, la nostra regione e la nostra nazione hanno raggiunto un livello tecnologico molto elevato che le colloca tra i potenziali protagonisti della trasformazione in atto, offrendo significativi vantaggi per il sistema economico e sociale.

È questa in estrema sintesi la conclusione della conferenza internazionale “Industrial Electronics for Sustainable Energy Systems” (IESES) dedicata ai sistemi energetici sostenibili, svoltasi a Cagliari con il coordinamento dell’Ateneo del capoluogo sardo nei giorni scorsi. Si tratta di un’iniziativa organizzata dalla maggiore società scientifica internazionale di elettronica industriale (IES) che ogni due anni chiama a raccolta i massimi esperti mondiali del settore a discutere sui temi connessi allo studio, lo sviluppo e l’implementazione dei sistemi energeticamente sostenibili.

Dopo l’edizione svoltasi due anni fa in Nuova Zelanda, IESES ha fatto tappa in Europa: la scelta di Cagliari e della Sardegna ha premiato l’impegno in fase di presentazione della candidatura internazionale e successivamente di organizzazione dell’evento da parte dell’Università di Cagliari, in particolare del Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica, congiuntamente all’Ateneo di Pisa.

Prof. Alfonso Damiano

“La gestione e l’integrazione dei sistemi sono le parole chiave per un futuro energetico sostenibile – spiega Alfonso Damiano, docente all’Università di Cagliari e presidente del comitato organizzatore – I risultati delle ricerche presentate durante il convegno hanno evidenziato che già oggi esistono gli strumenti tecnologici per realizzare l’auspicata transizione energetica ed è stata dimostrata con esempi applicativi sia l’efficacia tecnica, ambientale ed economica sia la replicabilità in tutto il pianeta del modello energetico e gestionale di tipo distribuito basato sulle rinnovabili e indicato con il termine internet dell’energia”.

La conferenza si è svolta in forma ibrida con la presenza di decine di studiosi, di estrazione sia accademica sia industriale, provenienti da vari Paesi europei. Ai presenti si sono aggiunti numerosi esperti in collegamento web da tutto il mondo (in particolare cinesi e americani impossibilitati a raggiungere l’Europa per le restrizioni legate alla pandemia in atto).

Nel corso dei tre giorni di lavori, contraddistinti da letture magistrali, presentazioni di lavori selezionati da autori provenienti da oltre 20 Paesi e workshop tematici, sono stati affrontati temi di grande attualità all’insegna della ricerca nel campo dei sistemi energetici sostenibili con una particolare attenzione all’accumulo energetico, alla mobilità elettrica e alle reti intelligenti.

Da segnalare, tra i contributi dei partner scientifici istituzionali della conferenza, anche il workshop organizzato da Sardegna Ricerche che ha chiuso il programma scientifico della manifestazione.

“La nostra partecipazione – spiega Luca Contini, responsabile della Piattaforma Energie Rinnovabili dell’ente – rinnova la collaborazione ultradecennale con l’Università degli Studi di Cagliari. Le tecnologie oggi disponibili ci permettono di gestire l’energia in maniera intelligente e crediamo che questa sia un’opportunità da cogliere a vantaggio dell’intera collettività. La nostra missione è sostenere le imprese operanti nel territorio regionale: in questo settore gestiamo un programma per la promozione delle microreti aziendali destinato all’installazione di un sistema d’accumulo mediante il quale massimizzare l’autoconsumo di energia prodotta da impianto fotovoltaico”.

“Abbiamo fortemente voluto mantenere l’impegno di realizzare a Cagliari in presenza la conferenza dando visibilità internazionale alla città in questo delicato momento – conclude il professor Damiano – Nonostante le defezioni, soprattutto da parte dei colleghi d’oltre oceano, siamo riusciti a riunire in città numerosi esperti raggiungendo, grazie anche ai collegamenti live via internet, un’ampia platea internazionale che ha potuto apprezzare la qualità scientifica dell’evento”.

L’iniziativa si è infatti svolta grazie alla scrupolosa applicazione delle misure di prevenzione del rischio del contagio da Covid-19.

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