Traffico di organi, sen. Romani: “No commercio da esseri umani”

maurizio-romani-idv

Sen. Maurizio Romani

“Nel mondo dei 21mila trapianti annui di fegato, 66mila di rene e 6mila di cuore, ben il 5% degli organi proverrebbe dal mercato illegale. I numeri sono raccapriccianti. Si tratta di un macabro commercio che va fermato”.

E’ quanto dichiara il senatore dell’Italia dei Valori Maurizio Romani, vicepresidente della Commissione Sanità e primo firmatario di una proposta di legge, già approvata all’unanimità al Senato nel corso del panel sui diritti civili durante l’assemblea delle idee promossa dall’Italia dei Valori con Matteo Orfini, Giuliano Pisapia e Roberto Speranza.

“La donazione di un proprio organo – continua Romani – rappresenta una straordinaria manifestazione di libertà, oltre che un gesto di altruismo, è necessario combattere ogni pratica volta alla commercializzazione e al favoreggiamento delle attività che circondano l’illecita cessione di parti del proprio corpo”.

“La legge da me presentata e che viene copiata in altri paesi europei – conclude – ha l’obiettivo di approvare una modifica del codice penale e della legge 1° aprile 1999, n. 91, in materia di traffico di organi destinati al trapianto, grazie alla quale sarà possibile individuare la precisa fattispecie penale del reato di traffico di organi prelevati da persona vivente”.

fonte: ufficio stampa

Salva come PDF
Le informazioni presenti nel sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. Ricordiamo a tutti i pazienti visitatori che in caso di disturbi e/o malattie è sempre necessario rivolgersi al proprio medico di base o allo specialista.

Potrebbe anche interessarti...

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>